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Presunte irregolarità per 1,5 milioni: Renzi “messo in mora” dalla Corte dei Conti Politica

Brutta grana per il sindaco di Firenze Matteo Renzi, sulla cui amministrazione provinciale risalente al periodo 2004-2009 ha messo nuovamente gli occhi la Corte dei Conti. Il consigliere provinciale del PdL Guido Sensi ha diffuso i documenti ufficiali della Corte e del Ministero dell'Economia con i quali l'attuale candidato alle primarie del centro-sinistra è stato «messo in mora» per alcune irregolarità nella gestione finanziaria dell'ente. Con lui decine di altri “indagati” fra membri della sua allora Giunta e dirigenti della Provincia. Dopo quindi la condanna in primo grado a 14.000 euro di risarcimento erariale comminatagli nell'agosto 2011, una nuova indagine colpisce le modalità con cui Renzi ha gestito i soldi pubblici in Provincia.

Le irregolarità contestate – Gli ispettori del Ministero dell'Economia e delle Finanze, Luciano Cimbolini e Quirino Cervellini sono stati inviati dal vice procuratore generale Acheropita Mondera Oranges a visionare le carte della Provincia e hanno operato dal 10 gennaio all'11 febbraio 2011. Dai rilievi dei due funzionari sono emerse 15 ipotesi di responsabilità amministrativa  per un valore complessivo di 3.864.935 euro, dei quali 1,5 direttamente imputabili al sindaco di Firenze (secondo quanto estrapolabile dai documenti resi pubblici da Sensi). In particolare, Renzi sarebbe responsabile di «gravi illegittimità nell'attribuzione di alcuni compensi a carattere indennitario» e «dell'illegittima attribuzione di quattro incarichi di direzione generale». Sostanzialmente, si tratterebbe di stipendi illecitamente gonfiati e assunzioni irregolari. Per queste due ipotesi  la Corte dei Conti ha già messo in mora il sindaco di Firenze. Per tutti gli altri, si attende ancora un responso ufficiale.

Il direttore generale “si fa in quattro” – Più nello specifico, anziché assumere un solo direttore generale, la Giunta provinciale presieduta da Renzi ne avrebbe assunti 4. «Fece 4 direttori generali a 200mila euro l'anno al posto di uno a 200mila», ha spiegato Sensi. Il totale di questa operazione comporterebbe un'irregolarità per oltre un milione di euro. È comunque doveroso ricordare che a suo tempo lo stesso Sensi è stato querelato da Renzi per una trasmissione radiofonica nella quale parlava proprio delle gestione economica della Provincia da parte del sindaco di Firenze.

Sensi: “Alle primarie due terzi elettorato PdL può votare Renzi” – Qualora le azioni di responsabilità amministrativa finissero a  processo, coloro che hanno ricevuto i compensi illeciti avranno l'obbligo di restituzione del denaro acquisito. Pertanto, in linea di principio, il sindaco Renzi non dovrebbe sostenere alcun onere. «Ma – spiega il consigliere PdL Sensi – questa messa in mora ti preavvisa che se non paga qualcun altro tocca a te a pagare. E la massima responsabilità in questo senso è di Renzi». Sensi ha poi proseguito il suo discorso da un punto di vista politico, spiegando che «due terzi dell'elettorato PdL è socialista e democristiano. Di conseguenza, può avere molta simpatia per Renzi». Infatti, secondo il consigliere pidiellino, «a un elettore socialista o democristiano cui si dice che per un euro vengono mandati a casa politici come la Bindi o D'Alema si sfonda una porta aperta».

 

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