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Renzi non c’è, il Pd blocca la discussione sulla tramvia Politica

Renzi non c’è, volano gli stracci. Consiglio comunale di oggi 7 novembre, inizio alla grande: nonostante le tante e gravi questioni sul tappeto, Maggio (in trasferta accompagnato dal sindaco), tramvia, dissesto idrogeologico, subito dopo l’inno nazionale si scatena la bagarre, o meglio, il tutti contro Giani. Il presidente dell’assemblea uscente infatti presenta il seguente ordine del giorno: domande d’attualità, relazione dell’assessore Mattei sulla tramvia. Quest’ultima senza possibilità d’intervento dei consiglieri, vista l’assenza di Renzi. Un odg che fa andare il sangue alla testa a Jacopo Cellai, vicepresidente del consiglio comunale, che fa presente che la decisione presa poco prima dalla conferenza dei capigruppo era nel senso di lasciare un intervento a gruppo consiliare. Applausi trasversali, meno il gruppo Pd. Piccato, Giani risponde a suon di regolamento e di poteri del presidente, cioè dei suoi medesimi e risponde che si farà come appena annunciato, in quanto lo consente il regolamento. Viva disapprovazione dell’aula. Persino il presidente della commissione rapporti istituzionali Valdo Spini lascia la consueta flemma inglese e s’infervora, reclamando il rispetto della conferenza dei capigruppo. Niente da fare, si continua con l’odg, il presidente del consiglio comunale dice che riunirà nuovamente la conferenza dei capigruppo una volta esaurite le domande d’attualità E così, almeno apparentemente, tutto torna nelle usate sponde.
Ora, è possibile si sia trattato di un equivoco, forse Giani non era presente all’ultima parte della conferenza dei capigruppo, o per qualche motivo non ha ascoltato bene. Eppure, tutta questa sceneggiata mette in evidenza almeno due punti, entrambi squisitamente politici: da un lato, il fatto che il Pd non abbia voluto discutere di tramvia oggi (forse per l’assenza del grande timoniere? O perché attende qualcosa?) dal momento che si è messo di traverso in tutti i modi per non consentire a uno spento (contrariamente al solito) Mattei di tenere la sua relazione (per la quale era prontissimo e preparatissimo, secondo quanto riconosciuto dalle stesse opposizioni); il secondo, che il consiglio comunale sta involvendo per quanto riguarda il suo ruolo di controllore e sede di iniziative d’indirizzo, tant’è vero che oggi i consiglieri non sapevano perché si cominciava in ritardo, di quanto si sarebbe tardato, chi o cosa si stava aspettando e soprattutto di cosa si sarebbe parlato. O meglio avevano delle aspettative su quest’ultimo punto, che sono state, come s’è visto, disattese. Alla fine delle note, solo una cosa è rimasta sul tappeto: sia stato per equivoco, per picca delle opposizioni, per la troppa confusione, ma non s’è parlato di tranvia. Proprio ciò che voleva il Pd.


 

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