energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Renzi: nuova Europa con Merkel e Hollande, elezioni nel 2018 Opinion leader, Politica

Marina di Pietrasanta – Non scappa di fronte alle diverse frecciate di Del Debbio e neppure si sottrae a qualcuno che dalla folla presente gli urla ” Pinocchio”. Risponde, puntuale il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in maniche di camicia, rigorosamente bianca, quello che siede sul palco della Versiliana, ieri sera a Marina di Pietrasanta.

Con sapiente dialettica, con la quale da buon fiorentino, simpaticamente, alterna battute e riposte concrete, riesce ad entusiasmare come sempre chi lo segue e supporta il suo programma politico e le centinaia di persone presenti. Un tardo pomeriggio agostano, caldo ed in piena settimana di ferie estive per molti, non ha fatto desistere, infatti, le moltissime persone, sia turisti presenti in zona ma anche supporter pervenuti da ogni parte della Toscana per partecipare all’evento.

Il Premier aveva annunciato di voler spostare l’orario alla fine della partita di volley italiana alle olimpiadi, a cui teneva molto, ma alla fine ha deciso di trovare una mediazione e terminare la visione dallo schermo sotto ai pini della Versilia. È apparso, come sempre, colloquiale, deciso e diretto. Non sono mancate le “tirate di orecchie”, neppure per i suoi (come li definisce) che “non mancano ogni giorno di fargli la guerra.”dice qualche presente in tono affettivo.

Chiaro il riferimento, diretto alla minoranza che ormai è diventata l’opposizione più che la corrente interna con la quale si dovrebbe dialogare in modo costruttivo. Del Debbio si sposta dai temi legati all’economia a quelli dell’immigrazione per finire al referendum sulle riforme costituzionali. Ed a bruciapelo gli chiede se conferma le elezioni nel 2018, comunque vada l’esito referendario. «Sì, le elezioni le avremo nel 2018», risponde Matteo Renzi,

E lì si ferma, non torna sulle sue ipotetiche dimissioni in caso di sconfitta. Anche perché per lui ” si vince”. Torna, però sull’errore di aver personalizzato troppo questo risultato perché così facendo ha posto la questione sul suo operato come guida del Governo, a scapito di una laicità e consapevolezza che dovrebbe guidare la penna degli italiani. Non è una “svolta” quella di Renzi, bensì la presa di coscienza che la strumentalizzazione che sta avvenendo a causa di questo messaggio porterebbe danni all’Italia, ed agli italiani più che a lui stesso.

Eccesso di fiducia verso il risultato? Eccesso di serietà e di lealtà quello di promettere le dimissioni in caso di fallimento? Certo è che il boomerang ha travolto l’idea originaria, quella di mettere come sempre la faccia in ciò in cui si crede. In prima fila presenti la nonna, la moglie Agnese, e la figlia, oltre tanti amici ed esponenti politici tra cui i vice ministri Antonello Giacomelli e Riccardo Nencini, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, che Renzi cita dal palco come la ” memoria” storica della Fiorentina, la sua squadra del cuore, che quest’anno festeggerà il compleanno.

E mentre scorrono le immagini sullo schermo della finale di volley da Rio, si parla del tema immigrazione, tema che investe tutta l’Europa, e Renzi ricorda come i numeri parlino chiaro : “L’Italia ha accolto circa 100.000 migranti, la Germania un milione ” e che l’incontro di oggi a Ventotene, servirà proprio per ritrovare le ragioni ideali, cercando di archiviare il clima di austerità : «Merkel e Hollande verranno in Italia per rilanciare l’Unione europea- dice- e ce ne è un gran bisogno. Da domani partirà proprio dalla nave italiana che ci ospiterà un percorso in cui l’Europa smetterà di essere solo l’Europa delle banche, della finanza, delle regole tecnocratiche e torna ad esser l’Europa di Spinelli. Una partita tutta da giocare, ma va giocata».

Non si risparmia sul tema economia e aumento delle pensioni. Impellente «dare più soldi ai pensionati e diminuire le tasse, anche se qualcuno dei mei dice che è sbagliato. Sinceramente non comprendo”. Del Debbio replica parlando di Speranza, giocando con il significato del cognome dell’esponente PD. Ed a chi dalla platea, urla «Pinocchio» il premier replica dicendo che il suo governo le cose le attua : «ora in Italia chi sbaglia paga», parlando, per esempio, dei furbetti del cartellino. Un segnale forte ed importante per le pubbliche amministrazioni che rientrano nella riforma della legge Madia. E torna al tasto dolente:  «Se vince il no,  cosa faccio io l’ho già detto, ma per colpa mia, per un mio errore, è diventato ormai un dibattito su tutto, governo, italicum, economia. Ed invece la domanda deve essere un’altra quella da rivolgere ai cittadini : «Voi, volete ridurre i costi della politica e del parlamento, semplificare la politica regionale e superare il Ping pong camera-Senato? Ecco, sono convinto che se votano nel merito e non me, anche tantissimi elettori dei 5Stelle voteranno sì” ed aggiunge «scommetto che se la gente riflette su questo vincerà il sì, anche se a qualcuno resto antipatico».

Arriva puntuale la domanda su ANPI, Renzi approfitta e invita direttamente il presidente dell’associazione dei partigiani a confrontarsi con lui sulle ragioni del NO, magari, perchè no, il prossimo sabato in una festa dell’unità emiliana : ” andiamo davanti ai militanti, confrontiamoci,  e poi non dicano che non si discute nel Pd».

E non poteva mancare la battuta su D’Alema, che aleggiava sin dal primo minuto. Sappiamo che sta conducendo la crociata del No, e che, ormai ha come Mission destabilizzare la leadership di Renzi . ” Se avesse combattuto e si fosse impegnato con la stessa tenacia ai tempi di Berlusconi non avremmo l’Italia che abbiamo oggi” dice, con tanto di ovazione generale. E non manca certo la stoccata : «Lui sceglie sempre di attaccare chi gli sta vicino, è toccato a Prodi, ora tocca a me. Se vuol fare la battaglia per difendere i posti e magari tornare in Parlamento, auguri. Ma non usi la consultazione popolare per la sua rivincita al congresso che si farà quando previsto».

Congresso, pare non prima del dicembre 2017, quindi si mettano in pace con loro stessi chi spera nell’esito referendario per “mandare a casa ” il Segretario e Premier. Se sarà il No ad avere la meglio si continuerà con questo PD fino a Congresso e con questo Governo fino alle elezioni. “Saranno gli italiani a decidere per il Governo ed i militanti al Congresso, non chi si permette di usare strumentalmente il futuro dell’Italia per farmi fuori!” Così Renzi si è espresso più volte, cercando di far passare il messaggio chiaro ed importante che le riforme saranno un bene per tutti, non solo per il PD e tanto meno per lui stesso.

Ed è proprio in questa giornata infuocata che Renzi incassa un altro importante “assist” sul referendum, proprio da Confindustria, che asserisce e promuove il SI, “perché assicura stabilità“. E dal meeting di Rimini il Presidente Boccia dice che ” nella prossima manovra, con le casse del Paese gravate da un ingente debito e con «poche risorse» a disposizione, il governo deve «fare poche cose ed intelligenti» e «scelte selettive» puntando con decisione e fermezza sulla produttività e sugli investimenti privati per rafforzare un percorso di crescita”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »