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Renzi: Bersani non avere paura di me. E cita Gramsci Politica

"Caro segretario Bersani, non avere paura di noi, non avere paura di chi ti dice le cose in faccia, devi avere paura ma di chi te le dice dietro". L'ovazione al tendone della festa del Pd Metropolitano alle Cascine di Firenze è di quelle da piena campagna elettorale. Il sindaco Matteo Renzi, intervistato dalla giornalista e conduttrice di Omnibus Gaia Tortora lancia così, ancora una volta, il suo guanto di sfida al segretario Pier Luigi Bersani. Una serata particolare per il giovane sfidante alla candidatura per le prossime elezioni politiche che gioca in casa, dove, per paradosso, sembra essere più debole. Una volta giunto all'ingresso del parco, infatti, ad accoglierlo assieme al segretario Metropolitano Patrizio Mecacci, una settantina di dipendenti comunali, frustrati e infuriati per mancati pagamenti e condizioni di lavoro, a loro dire, poco adeguate.

Famiglia e Lavoro – Il sindaco Renzi si innervosisce quando dal pubblico arrivano commenti duri sulla sua visita ad Arcore e sulle sue posizioni su Marchionne. Risponde sempre a tono al pubblico, cercando di non scomporsi. Ma è soprattutto sulle delicate questioni relative a lavoro ed economia che ci tiene a fare il punto, stavolta programmatico, sulla questione. Secondo Renzi, infatti, «lavoro e famiglia» sono le due categorie che in Italia subiscono maggiormente il peso della pressione fiscale». Il lavoro, più nello specifico è governato da un sistema normativo «ridontante» e che «allontana gli investitori stranieri».

Le riforme istituzionali – «Ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione». Scomoda un big assoluto del panorama della sinistra mondiale il sindaco Renzi per lanciare le sue proposte in tema di riforme istituzionali. E lui, in fondo, si sente un po' così. Rivoluzionario e romantico. Dimezzamento dei parlamentari e delle indennità. Eliminazione del vitalizio. Passaggio dal bicameralismo perfetto a un sistema con due camere distinte, una eletta direttamente dai cittadini, l'altra sul modello federale tedesco, composta da membri delle amministrazioni locali e regionali. Secondo il sindaco questi «saranno anche discorsi demagogici» ma che hanno un senso «all'interno di un ragionamento politico» che miri a ridare «credibilità» al sistema.

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