energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Renzi, primarie e liberismo: la nuova ricetta del Pd in salsa toscana Politica

Bersani lancia le primarie, Renzi gongola. Intanto, perchè le ha fortissimamente volute. Poi, perchè ritiene di poterle vincere. Di sicuro il sindaco di Firenze Matteo Renzi, noto come grande comunicatore, ha già cominciato a usare il lessico mirato. Infatti, dall'incoronazione ricevuta pochi giorni fa nella sede di Confindustria a Firenze, Renzi ha cominciato a usare certe parole che non pssono sfuggire a un importante serbatoio di voti come quello degli industriali. Vale a dire: parole come "il nostro progetto è forte, e io ho le idee chiare su come poter costruire una piccola impresa" rasenta il capolavoro. Innanzitutto, impresa, che racchiude in se' i due concetti: impresa nel senso di fatica, opera meritoria, tipo "l'impresa di Giasone o le imprese di Ercole", e impresa nel senso di intraprendere, vale a dire l'impresa di biciclette, o di marmellate,  o di quant'altro possa suggerisce la feconda iniziativa privata. Se tanto vale tanto, il nostro sindaco ha già stabilito chi, cosa, come chiamare a raccolta nell'"impresa" (appunto) di vincere le primarie. E di sicuro, industriali e capitani d'industria fanno parte di questo piano di marketing.

Del resto, il sindaco di Firenze, rotto gli indugi con l'intervista sul Foglio, sembra ormai avere avviato la campagna elettorale. Tanto da dettare le linee guida e gli obiettivi della stessa.''Non faremo una campagna contro Monti, dimostreremo che il liberismo è di sinistra e che all'Italia farebbe bene avere un bel Tony Blair. Vasto? Non ci sarà mai più''. E dunque? Dunque, mette avanti i cinque "comandamenti" su cui si incentrerà la sua macchina da guerra. ''Non faremo una sciocca campagna contro Mario Monti, ma spiegheremo per quale motivo, per la classe dirigente del Pd, Monti è diventato un alibi per non ammettere una verità: che se il Pd perde voti non è perchè appoggia Monti ma perchè fino a oggi non è riuscito a presentarsi di fronte agli elettori come un'alternativa credibile per guidare questo paese''.

Campagna del merito, partito riformista, viva il ministro Francesco Profumo, autore di "riforme suggestive"; e, anche, liberismo. Perchè il liberismo è di sinistra. Sembra quasi di sentire Freedman quando dice che Ronald Reagan ha attuato politiche keynesiane per lo sviluppo. E non solo è di sinistra: ''dimostreremo che non è vero che l'Italia e l'Europa sono state distrutte dal liberismo ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell'identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore''. Infine: ''Mai piu' il modello Vasto e mai più coalizioni fatte per vincere, farsi ricattare e naturalmente non governare''.

Ma dire primarie e basta, magari "aperte" rischia d'ingenerare confusione. Beppe Fioroni cerca di chiarire: bene Primarie ma non di partito o di coalizione, bensì di "area". Primarie d'area? Vale a dire? "Primarie "aperte" – dice Fioroni ripreso da vari siti – servono a riordinare una vasta area riformista, che deve trovare le basi comuni e non solo il leader", specifica poi nell'intervento alla direzione del Pd . Ma il difficile viene di seguito: qualcuno si lamenta che anche le primarie tradizionali possono essere "inquinate" da blitz di tifosi della squadra avversaria poco sportivi (si pensi ai malumori in seguito alla vittoria di Renzi su Pistelli) figurarsi per le primarie "aperte". Tanto più, come tenta di spiegare Fioroni, che bisogna "trovare i cardini di riferimento che consentano di far parte di quell'area in una coalizione di moderati".

Chi si tuffa con entusiasmo nelle Primarie (aperte e di coalizione) per scegliere il candidato premier di centrosinistra è il segretario del Psi Riccardo Nencini, che, a margine di un'iniziativa fiorentina, interpellato circa l'annuncio fatto da Bersani alla direzione del Pd, commenta: ''Per coalizione, a mio avviso, si deve intendere la casa dei riformisti e democratici ed ora bisogna stabilire subito, da parte di tutte le forze componenti della coalizione stessa, regole e programma''. E aggiunge che pensa che si candiderà. Comunque, "Il Psi ci sarà".

Intanto, mentre Matteo Renzi se ne va in silenzio dalla direzione del Pd, in molti pensano che sicuramente queste primarie ridisegneranno equilibiri e innesteranno nuovi rapporti di forza nelle correnti del partito e fra i suoi "sodali". Non solo: saranno destinate, qualora di coalizione, a rimettere davanti al naso dei "moderati" una foto che non è gradita a tutti: quella di Vasto. Tutto il contrario di quanto afferma Renzi. Nel frattempo, mentre Vendola plaude, si alza la voce di Di Pietro, che circa le  primarie (di coalizione)  sembrerebbe essere d'accordo, ma chiede al Pd: "Su quale programma?…".

Print Friendly, PDF & Email

Translate »