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Renzi verso le primarie, il 23 l’assemblea dei “mille” Politica

Sembrava che l’incontro sarebbe stato rimandato. Ma alla fine il rottamatore Matteo Renzi ha deciso di andare avanti lo stesso. Il sindaco fiorentino aveva convocato nel capoluogo toscano l’assemblea di mille amministratori locali provenienti da tutta Italia. Poi, di fronte alla convocazione nella stessa data da parte del Pd nazionale della riunione dei segretari dei circoli a Roma, aveva detto, non senza ironizzare con Bersani, che avrebbe rinviato il suo incontro. E invece no. Renzi ci ha ripensato e ha confermato la data: l’assemblea dei mille amministratori si terrà al Palazzo dei Congressi di Firenze, sabato 23 giugno come previsto.

“Mentre tanti politici di professione parlano e straparlano – scrive Renzi – noi vogliamo lavorare concretamente (con tutti i nostri errori, sia chiaro) per cercare di rimettere in moto una speranza capace di sorprenderci. L'incontro durera' dalle 10 alle 18 e sarà al Palazzo dei Congressi, presso. Per chi potrà e vorrà noi ci vedremo per una parte logistico organizzativa fin dal pomeriggio del 22 giugno, a partire dalle 15''.

Nella sua newsletter settimanale, Matteo Renzi torna anche a parlare di primarie: ''Ci serve la politica, non ci sono alternative. Una politica diversa, certo, fatta non dai soliti. Ma la politica. Per questo ho visto di buon occhio la decisione di Bersani di indire finalmente le elezioni primarie per la scelta del candidato del centrosinistra, sottraendo dunque alla platea di parlamentari romani autoreferenziali la scelta per ridarla ai cittadini. Ancora non sono chiare le regole (anche se francamente troverei ridicolo cambiarle: i criteri che sono stati pensati nel 2005 per Prodi, nel 2007 per Veltroni, nel 2009 per Bersani dovrebbero non andare più bene oggi? E perchè?) e la tempistica. Ma intanto un passo in avanti è avvenuto''.

Renzi candidato dunque? “Più che candidarmi io – scrive il sindaco di Firenze  – è importante che ci candidiamo noi, tutti insieme. 'Se come è possibile, ci proveremo, ci proveremo dal basso. Oggi non è importante candidare uno a fare il leader: oggi è fondamentale candidare tante persone, insieme, a essere il cambiamento che stiamo aspettando”.

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