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Renzi vuole cambiare decine di nomi di strade Cronaca

Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ieri, sabato 14 aprile, a margine di una inaugurazione, alla presenza del Cardinale Giuseppe Betori e di altre autorità, ha fatto un annuncio molto ma molto particolare, ovvero la voglia di  “di cambiare nome ad alcune decine di vie. Facciamo un esempio banale – ha detto il Sindaco – noi abbiamo via Tripoli, un'intitolazione che nasce dalla vicenda e dal momento storico della guerra con la Libia. Che facciamo, ci teniamo via Tripoli, o al suo posto ci mettiamo, ad esempio, via don Pino Puglisi?”. Praticamente il Sindaco vuole riscrivere la storia della città cancellando nomi storici e sostituendoli con altri. Un po’ come fece all’epoca Benito Mussolini. Attenzione però, non è un idea avuta all’improvviso, è una cosa studiata ed architettata da tempo a tavolino.

La riprova ci viene dalla consigliera di Palazzo Vecchio, e già Presidente del Quartiere 2, Bianca Maria Giocoli, che più volte ha denunciato: “”Da quando si è insediato questo sindaco e questa Giunta ancora non è stata istituita la commissione toponomastica, che ha tra i suoi compiti l’obbligo di un parere sulle proposte di intitolazione di strade e luoghi della città. La Giunta ha infatti proposto una revisione della composizione della commissione ma ancora purtroppo l’atto non ha compiuto il suo iter in commissione e pertanto nessuna intitolazione può essere fatta”. 

Si perché l’attuale normativa comunale prevede che le nuove strade possano essere intitolate solo dopo dietro parere favorevole della Commissione, che dovrebbe essere formata da persone esperte, del tutto estranee all’amministrazione. Solo che se la Commissione non c’è  allora il Sindaco pensa di poter fare come vuole. Insomma le leggi non contano e Renzi può decidere in prima persona.

Eppure l’articolo 3 del regolamento comunale sulla toponomastica parla chiaro: “Nel provvedimento deliberativo della Giunta deve essere menzionato il parere espresso dalla Commissione Consultiva per la Toponomastica e deve essere motivata l'eventuale decisione in difformità col parere medesimo”. Questo passaggio è importante perché, come recita l’articolo 5 “la Commissione deve tutelare la storia toponomastica di Firenze e del suo territorio e curare che le nuove denominazioni rispettino l'identità culturale e civile, antica e moderna, della città, nonché i toponimi tradizionali, storici o formatisi spontaneamente nella tradizione orale”.Chiaro no: nessuno – ovvero Sindaco in primis – deve fare come vuole cancellando vie solo perché non gli piacciono i nominativi. Ma non solo, “il parere della Commissione prevale su altri espressi eventualmente da altri organi, purché non stabiliti per legge”.

La Commissione Toponomastica deve essere composta “dai consiglieri comunali componenti la Commissione consiliare Cultura, dal Dirigente del Servizio Statistica, e da cinque esperti nominati dal Sindaco, che devono essere esperti di storia e cultura fiorentina, segnatamente per i periodi dal medioevo ad oggi, di architettura, di topografia fiorentina, di glottologia, di musica, di scienze matematiche fisiche e naturali, di diritto, di scienze umane, di archivistica”.

Attenzione, anche l’articolo 9 è preciso: “La Commissione è insediata dal Sindaco entro 45 giorni dall'insediamento del Consiglio Comunale”, e il Consiglio è insediato ormai da quasi tre anni.

Ma l’articolo 11 è quello che mette a tappeto definitivamente il Sindaco Renzi: “ non vengano apportate modifiche di nomi ad aree di circolazione già esistenti, al fine di non variare l'assetto territoriale già valido ai fini toponomastici e storici e non apportare disagi ai cittadini ivi residenti”.

Attenzione, non apportare disagi ai cittadini ivi residenti, cosa che invece vorrebbe fare il Sindaco Renzi. I disagi sono soprattutto di natura economica.

Facciamo un esempio pratico: Il Sindaco vorrebbe cambiare il nome di via Tripoli, che si trova nel centro storico, parallela al Lungarno della Zecca Vecchia, e che va dalla Biblioteca Nazionale al viale Italia. Decine e decine di abitazioni, con diverse centinaia di famiglie e attività economiche. Tutti dovrebbero rifare i propri documenti – carta d’identità, patente, passaporto – comunicare a banche, fornitori di servizi – dalla corrente elettrica al gas all’acqua – assicurazioni, datori di lavoro, commercialisti, camera di commercio, e altri enti il nuovo nome della via, oltre a dover stampare biglietti da visita, carta intestata, fatture, e tanto altro.

Ad occhio, facendo un calcolo di perdita di tempo e di denaro, tra bolli, raccomandate, spese varie richieste dagli enti, a persona, si va da un minimo di 100 euro ad un massimo  di 1.000 euro per singole persone, mentre per le ditte le spese potrebbero ammontare anche ad oltre 5mila euro. Ora è possibile questo in piena crisi economica?

Il Sindaco Renzi è consapevole dei disagi che vuole creare ai cittadini, oppure per lui è come giocare a Monopoli?

E pensare che l’anno scorso, a luglio, il modello fiorentino della toponomastica ha varcato i confini nazionali, oggetto di interesse da parte di alcuni studenti della Kyung Hee University della Corea del Sud – venuti appositamente a Firenze per far visita al servizio toponomastica del Comune – che stanno eseguendo un’analisi delle denominazione delle aree stradali di alcune città europee in vista di una riorganizzazione toponomastica nel loro Paese.

Il Sindaco Renzi, che ha opposto un no netto rifiuto alla intitolazione di una strada a Bettino Craxi,  si è detto invece favorevole a dedicare una strada ad Oriana Fallaci. Peccato che però, come ha sottolineato il 15 febbraio scorso la Consigliera Bianca Maria Giocoli, “nel settembre 2006 il consiglio comunale approvò una mozione del consigliere Falciani (gruppo SDI ) per ricordare ai posteri la figura della grande scrittrice, con varie ipotesi tra cui quelle di intitolare una strada o una piazza, mentre nella seduta del 28 febbraio 2008 la commissione toponomastica, su iniziativa dell’assessore competente Giani, esaminò la richiesta di toponimo e l’approvò a maggioranza. In tale occasione venne espressa anche la volontà dell’amministrazione comunale di individuare nell’area Università/Palazzo di giustizia la collocazione della strada. E allora perché la Giunta Domenici non l’ha presa in considerazione nascondendo il toponimo approvato in un cassetto? E la nuova Giunta? La motivazione  – continuava nella denuncia la Giocoli – è che ad oggi non è stata formata la commissione toponomastica in questo caso non sussiste, visto che per la Fallaci la commissione toponomastica nel pieno delle sue funzioni si è già espressa nel febbraio 2008. Al Sindaco Renzi e alla sua Giunta non resta che assumere la decisione finale”.

Insomma come al solito Renzi fa a suo modo nonostante atti e deliberazioni del Parlamento Cittadino. La notizia di questa nuova decisione renziana al momento è passata sotto tono, ma siamo sicuri che non appena saranno individuate le strade interessate, e i cittadini informati del disagio economico che gli sarà imposto dal Sindaco, le polemiche fioccheranno numerose.

Per non parlare poi dei nomi nuovi delle strade che il Sindaco ha nella sua mente e che ancora non ha comunicato. Che ci sia tra queste anche via Leopolda?

Foto: www.bikersbooks.wordpress.com

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