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Report Banca Mondiale: l’inquinamento uccide più dell’AIDS Ambiente, Cronaca

Parigi – L’inquinamento atmosferico uccide più della malaria o dell’AIDS ed è diventato la quarta causa di decessi prematuri nel mondo dopo i rischi metabolici (diabete, colesterolo alto, ipertensione), l’alimentazione e il tabagismo. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca Mondiale, le malattie legate all’inquinamento dell’aria (malattie cardiovascolari, tumori al polmone, malattie polmonari croniche) hanno provocato nel 2013 la morte di 2,9 milioni di persone. Se si prendono in conto anche i decessi causati dall’inquinamento domestico, legato all’uso di combustibili solidi, come il carbone e la legna,  per cucinare e scaldarsi si balza a 5,5 milioni, cioè  sottolinea la Banca Mondiale, sei volte le vittime della malaria e quattro quelle dell’AIDS.

Le regioni più a rischio sono quelle urbane a più alta densità di abitanti, laddove si assommano il numero dei veicoli, il forte aumento della popolazione e l’impiego di combustibili inquinanti. Quelle che hanno registrato un forte aumento dei decessi dovuti all’inquinamento sono nel Sud Est Asiatico e nel Pacifico e nell’Africa sub sahariana. In queste zone per i bambini di meno di 5 anni i rischi di morire a causa dell’inquinamento sono 60 volte quelle dei bambini che vivono in paesi a reddito più alto. In Europa, indica lo studio della Banca Mondiale, i morti per causa d’inquinamento sono mezzo milione, negli Usa 100.000. In Francia, secondo un altro studio di recente pubblicazione, le vittime sarebbero vicine alle 50.000 all’anno.

La Banca Mondiale sottolinea infine come l’87% della popolazione mondiali respira l’aria in cui le particelle fini sono superiori a quelle raccomandate dal’Organizzazione Mondiale della Sanità, con grave rischio per la salute in quanto, penetrando nelle vie respiratorie, possono danneggiare polmoni, cuore e anche il sistema cardiovascolare e la riproduzione. Nel 2008 l’OMS aveva già stimato a 2,2 milioni le morti provocate nel mondo dalle polveri sottili.

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