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Resa dei conti nella Lega, espulsi fondano il Centro, capogruppo Bocci Breaking news, Politica

Firenze – Il fatto è questo: stamattina, pur turbata da una rivendicazione di nome, idee e programma da parte di un’associazione omonima,  è nato il nuovo gruppo consiliare del Comune di Firenze chiamata il Centro. Fondatori e primi membri, gli “allontanati”, come si è espressa in una nota la Lega sabato scorso, di fatto espulsi, Emanuele Cocollini, Antonio Montelatici, oltre al fu candidato del centrodestra a sindaco nelle scorse amministrative, Ubaldo Bocci. Con loro, i consiglieri di quartiere Marco Passeri e Sergio Massai, e, a dimostrazione che l’esperimento ha i numeri per uscire dalle mura di Palazzo Vecchio, il consigliere comunale Vittorio Battini, del Comune di Empoli.

Un fatto, si diceva, che in qualche modo dà conto della dapprima lenta, ma sempre più accellerata (in particolare dopo le elezioni regionali) diaspora dal gruppo Lega, dal momento che i due rivoli principali su cui si sta incanalando la rappresentanza leghista sono senz’altro da un lato Fratelli d’Italia, ma dall’altro i gruppi misti. Semmai ci sarebbe da chiedersi perché non ne beneficia se non marginalmente, Forza Italia. In qualche modo, proprio oggi, con la nascita di Centro, qualche riposta è stata ottenuta.

Intanto, con buona pace delle rivendicazioni dell’ associazione omonima, la presentazione delle idee, motivazioni e anche di quel poco di programma che è stato illustrato (si tratta comunque ad ora di un gruppo consiliare, non di un partito), sembrano guardare del tutto a due fari: da un lato il presidente del Consiglio Draghi, dall’altro il ministro della Lega Giorgetti. Annotazione quest’ultima che potrebbe anche far riflettere sul tipo di battaglia si sta consumando fra le due anime della Lega, con i suoi addentellati sulla politica locale. Tant’è vero che, come spiega Ubaldo Bocci, indicato senza mezzi termini come capogruppo in consiglio comunale del Centro, il Centro è senza tentennamenti per l’appartenenza del centrodestra al Partito popolare europeo. Un segnale della rotta di collisione in cui si ritrovano i due movimenti di fondo della Lega nazionale, vale a dire l’anima liberal- conservatrice di destra che si riconosce in Giorgetti, e l’anima più radicale e orientata decisamente verso Destra, impegnata in una corsa verso gli estremi in gara con Fratelli ‘d’Italia.

Insomma, la motivazione su cui si erge la scelta di far nascere il nuovo gruppo secondo la spiegazione degli stessi fondatori, che dovrebbe dare le coordinate  del nuovo gruppo consiliare che nasce dalla Lega (che non ne ha tollerato la presenza al suo interno, evidentemente) è che nel centrodestra esisterebbe un vuoto. Vuoto che, come dice Bocci, è stato oggetto del tentativo di molti di riempirlo, ma “la sensazione è che ci sia ancora molta confusione”. Confusione dovuta, secondo Bocci, anche alle forti tensioni individualistiche che animano molti degli appartenenti ai partiti dell’area. Confusione che fa sì, secondo il nuovo capogruppo, che molti fra gli elettori (non dimentichiamo quel 50% di cittadini che hanno abbandonato lo strumento elettorale) non riconoscano “una propria casa”, vale a dire “un’area realmente moderata, realmente popolare, realmente riformista, equilibrata e democratica, che non esiste. Non siamo nostalgici del centro che c’era una volta, il futuro è avanti. Ma il fatto che non ci siano più certi partiti o riferimenti, non significa che in Italia non ci sia più un elettorato, anche importante nei numeri, che ha bisogno di risposte che al di là della fogna dei social, parli il linguaggio delle politiche di dialogo, di confronto, perché se il concetto è che la politica serva a risolvere i problemi della gente, allora bisogna sempre andare a sedersi al tavolo”. Dopo aver ribadito l’importanza della scelta di Mattarella nel chiamare al vertice del potere esecutivo Mario Draghi, scelta che ha segnato una svolta, ed elencato i successi del governo, in primis i risultati della campagna vaccinale, ricordando anche l’input dell’Economist del 2 novembre con la previsione della crescita del Pil italiano al 6% (tacendo i numeri impressionanti delle nuove povertà), si arriva al dunque. Tirando le fila, le posizioni degli “allontanati” e dei loro amici sono: Ppe casa comune, avversione verso l’egemonia della finanza, pieno appoggio a Draghi, e un bel no a Draghi Presidente della Repubblica, in quanto “per fare il presidente della Repubblica ci sono molti soggetti con degni curriculum, mentre non c’è nessuno che possa sostituire Mario Draghi”.

Un discorso che a Firenze si declina nel “discorso del tavolino”. Centrodestra come tavolino a tre gambe. “Nella nostra coalizione, l’elettore di centrodestra non trova chi lo rappresenta”. Va da se’ che un discorso di questo tipo non tiene neppure in considerazione il ruolo di Forza Italia, ormai in calo di voti e con grosse fibrillazioni interne. Tanto che viene il sospetto che quell’area moderata di centro destra riformista, l’ala giorgettiana verrebbe da dire, abbia già messo in conto l’irrilevanza del partito di Berlusconi nell’attrarre l’elettorato moderato di centro, o perlomeno il raggiunto svolgimento del suo compito storico. Anche se, a dire il vero, a domanda diretta il capogruppo Bocci, risponde. 2non ci pemettiamo di dire la nostra sul campo altrui. Noi siamo pronti e aperti al dialogo con tutti”.

Preferisce invece porre l’accento sulla gravità di ciò che è accaduto sabato, il consigliere vice presidente del consiglio comunale Emanuele Cocollini. “Un fatto di una gravità inaudita – sottolinea il consigliere, riferendosi alle espulsioni da parte del capogruppo Federico Bussolin e del commissario regionale Lolini – messo in pratica da chi ha la presunzione e l’arroganza di governare la Lega senza nssun controllo e senza nessun dibattito interno. La Lega deve cambiare ma non vuole cambiare – continua Cocollini – e rimane un partito impermeabile al dibattito”. Del resto, ricorda Cocollini, è stato proprio l’ex segretario provinciale del partito di Salvini, Alessandro Scipioni, ad andarsene sabato scorso dichiarando “che il partito è gestito in modo dittatoriale,  che è un errore cacciare la gente senza un confronto”.  Nessuna risposta ad ora da parte delle gerarchie leghiste.

“Se la nostra colpa consiste in primis nel fatto di pensarla come Giorgetti e altri esponenti della Lega, e l’ancoraggio per noi essenziale al Ppe; a livello locale, il ritenere centrale per lo sviluppo della Regione l’aeroporto di Firenze, voler contribuire allo sviluppo dell città, del trasporto, considerare l’importanza dei fondi europei, l’importanza di immaginare una diversa organizzazione delle partecipate, in particolare in questi tempi di aggravamento delle imposte, ebbene, tutto ciò lo rivendichiamo. Rimaniamo all’opposizione, lo voglio dire con chiarezza. Lo sviluppo delle infrastrutture cittadine e dell’aeroporto in particolare, il sostegno alle piccole  e medie imprese, il Pnrr con tutto il tema della green economy e della transizione ecologica, saranno alcune delle nostre battaglie”.

Antonio Montelatici è a suo modo e a sua volta tranchant: “Prima di consigliere comunale – dice – sono Fratello della Misericordia, è quello il mondo da cui provengo. Oggi non è giorno della polemica, oggi è un giorno di festa. Presentiamo il gruppo consiliare che si chiama Centro e speriamo che prima o poi esca dalle mura di Palazzo Vecchio. Non abbiamo tradito il nostro mandato elettorale. Stiamo dove siamo, continuerò a fare atti su sicurezza, sanità, terzo settore. Saremo opposizione seria e costruttiva. Non saremo opposizione che deve dire no a prescindere”.

Un filo rosso, quello della necessità di un Centro capace di raccogliere la richiesta di una posizione moderata e riformista, conservatrice ma dialogante, che viene espresso anche dai consiglieri Passeri (quartiere 1) e Vittorio Battini, consigliere comunale di Empoli.

Tirando le fila, in  molti danno per certo anche il passaggio di Andrea Asciuti nel nuovo gruppo, il che comporterebbe quello che potrebbe apparire un paradosso: il nuovo gruppo di Centro vanterebbe ben 4 consiglieri. Uno in più della Lega.

 

 

 

 

 

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