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Residenze, Meucci: “Con nuova circolare attenzione rinnovata e speciale” Breaking news, Cronaca

Firenze – Una domanda d’attualità sulla delicata questione delle iscrizioni anagrafiche e in particolare delle residenze (questione che da anni affrontiamo su queste pagine, https://www.stamptoscana.it/224943-2/, https://www.stamptoscana.it/residenza-modalita-complicate-tanti-cancellati/, https://www.stamptoscana.it/dalla-casa-alla-panchina-alla-strada-linvisibilita-in-agguato-per-tutti/ ) è stata posta oggi 5 luglio in consiglio comunale dai consiglieri comunali di Spc Dmitrij Palagi e Antonella Bundu. La risposta dell’assessore Elisabetta Meucci ha messo in luce le novità che sulle questioni si stanno aprendo, con la speranza di rendere più agevoli e senz’altro meno discutibili le procedure che ad ora stanno mettendo nel “silenziatore” molte esistenze, anche considerando la grande valenza del diritto alle iscrizioni anagrafiche, in particolare alla residenza, considerato da una copiosa messe di sentenze di tribunali ordinari e amministrativi, nonché da circolari dei vari Ministeri, un diritto soggettivo, intollerante di limitazioni e con una serrata e precisa procedura (comprensiva dei tempi) sia per la sua richiesta che per l’eventuale cancellazione.

La risposta dell’assessore Meucci ha messo in luce alcuni punti, fra cui la volontà dell’assessorato di andare a fondo sulla questione, portando avanti un’interlocuzione tra l’amministrazione e il Ministero dell’Interno, in particolare con la prefetta che si occupa di servizi demografici. Un’interlocuzione dovuta “al complicarsi della situazione dei contagi fra la fine del 202 e l’inizio del 2021, e la parallela acceleraizone della campagna vaccinale”.

L’assessore Elisabetta Meucci

“Le persone sprovviste di regolare residenza – continua Meucci – rischiavano di non poter accedere ai servizi sanitari e alla vaccinazione contro il covid-19. Interlocuzioni costanti quindi, culminate con una circolare diramata dalle prefetture alle amministrazioni, in ci si richiedeva una particolare attenzione e sensibilità al tema in questo periodo così delicato in cui l’accesso ai srvizi sanitari è particolarmente importante”.

La circolare 23/2021 del Ministero dell’Interno, ha per oggetto  “Situazioni di fragilità. Cancellazione dall’Anagrafe per irreperibilità e reiscrizione”.

“Vengono segnalate – si legge nella circolare – problematiche relative alla cancellazione per irreperibilità dai registri dell’Anagrafe della popolazione residente di persone in situazione di fragilità economica, psichica e familiare, con effetti negativi sull’accesso alle prestazioni socio-sanitarie, in particolare legate al COVID
ed alla campagna vaccinale in corso.
A tal riguardo si ritiene quindi opportuno richiamare l’attenzione sulle previsioni normative concernenti la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente per irreperibilità, prevista dall’art art. 11, comma 1 lett.c) del DPR n.223/1989, evidenziando che tale provvedimento può essere adottato solo dopo ripetuti accertamenti, opportunamente intervallati, che abbiano dato esito negativo. Si fa presente, inoltre, che ai sensi dell’art.7 comma 2 del citato DPR n.223/1989 è comunque possibile per l’interessato chiedere una nuova iscrizione in anagrafe, ovvero, per il comune, procedere d’ufficio alla reiscrizione per successiva ricomparsa, entro due giorni lavorativi dalla presentazione dell’istanza o dagli accertamenti disposti, fatto salvo, nel caso di dichiarazione resa dall’interessato, l’obbligo di verificare, nei successivi 45 giorni, la sussistenza dei requisiti occorrenti per la registrazione.
Si soggiunge in proposito che le dichiarazioni anagrafiche sono esenti da qualsiasi tassa o tributo e, di conseguenza, il procedimento di iscrizione o reiscrizione anagrafica è gratuito”.

Inoltre, prosegue la circolare: “La normativa vigente prevede, infine, che ai sensi dell’art.1, comma 3, della L. n.1228/1954, il comune registri anche le posizioni relative alle persone senza fissa dimora che hanno stabilito il proprio domicilio nel comune, consentendo, quindi, anche a tale categoria di soggetti vulnerabili il pieno godimento dei diritti alle prestazioni socio sanitarie e la possibilità di ottenere documenti di identità. Ciò premesso, si chiede di sensibilizzare i Sindaci in ordine ai profili di gratuità e tempestività del procedimento di reiscrizione, al fine di garantire anche ai cittadini in situazione di vulnerabilità il necessario accesso alle prestazioni socio-sanitarie, tenuto conto dell’emergenza sanitaria ancora in corso, avendo cura di segnalare a questo ufficio eventuali criticità riscontrate”.

Di fatto, la circolare presente si incrive nel corso già segnato da circolari precedenti (per tutte, https://www.stamptoscana.it/residenze-la-nota-del-ministero-del-lavoro-riapre-la-partita/) che specificavano, anche con più pressanti argomentazioni, i principali principi giuridici cui devono attenersi le amministrazioni per dare soddisfazione, con tempestività e gratuità, ai bisogni di cittadini che rischiano di sparire spesso per sempre, dai radar dell’esistenza giuridica. Con quali conseguenze nefaste per la vita quotidiana delle persone, abbiamo già abbondantemente indagato. Tuttavia, la menzione da parte dell’assessore in consiglio comunale della circolare 23/2021 e la sottolineature che sia comunque frutto delle frequenti interlocuzioni avvenute in corso di pandemia e campagna vaccinale con il Ministero, fanno pensare alla nascita di un “nuovo corso” per quanto riguarda l’attenzione dell’amministrazione verso una vicenda che, per i suoi profili costituzionali, ha già adombrato la possibilità da parte di alcune associazioni umanitarie di promuovere ricorso in sede di Suprema Corte.

La strada è sicuramente complessa, come avverte l’assessore Meucci, che alla domanda dei due consiglieri specifica: ”  L’amministrazione si deve comunque muvere all’interno di un quadro giuridico e formale molto complesso. Del quale magari possiamo auspicare la modifica, ma che non possiamo ignorare”.

Tirando le fila, ad ora, spiega Meucci, “sono due i  casi in cui non può essere attribuita la residenza presso un immobile”, vale a dire, l’occupazione abusiva di un immobile (art.5 legge 23 maggio 2014 n.80), mentre, in sede di dichiarazione anagrafica, devono essere acquisite le informazioni relative al titolo di occupazione dell’immobile. Per quanto riguarda le iscrizioni dei senza fissa dimora, l’assessore ricorda l’iscrizione anagrafica dei senza fissa dimora in via del Leone 35. Iscrizione cui, ricorda sempre Meucci,  è chiamato a intervenire anche il parere dei servizi sociali sulla sussistenza del requisito. Punto tuttavia questo che mal si concilia con il riconoscimento del diritto alla residenza come diritto soggettivo, non comprimibile e non sottoposto a condizioni. Ad ora, il servizio di via del Leone vede 900 persone iscritte, dove un’associazione ritira la posta e fornisce assistenza agli iscritti all’indirizzo.

Conclude Meucci: “Appoggiandosi anche a questa circolare, riserveremo, sia in questa fase delicata che in futuro, una grande attenzione al tema delle iscrizioni anagrafiche, perchè attiene ai diritti sostanziali delle persone”.

Foto: Luca Grillandini

 

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