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Restano “orfani” i monumenti da adottare Società

Non si tratta di bambini da accudire, bensì di monumenti fiorentini da restaurare, anche celebri, come la statua del Nettuno, la loggia del Bigallo, la Torre di Arnolfo che svetta su Palazzo Vecchio in piazza della Signoria, il ponte di Santa Trinita, il piazzale Michelangelo. Più di 50 vere e proprie opere d'arte, bisognose di manutenzione ed interventi di recupero, che il Comune, nel settembre scorso aveva inserito nello speciale bando di 'Florence I Care': rivolto alla platea dei potenziali mecenati, in cambio dell'intervento di restauro del monumento, il Comune offriva lo spazio del cantiere per pubblicizzare l' immagine dei soggetti finanziatori, ovviamente in forme non invasive e rispettose del decoro pubblico. Un'idea originale ma evidentemente non abbastanza appetibile in tempi di crisi economica galoppante, visto che a sei mesi dal lancio dell'iniziativa, sugli oltre 50 monumenti bisognosi di 'cure' inseriti nel bando, solo la colonna di San Zanobi in piazza del Duomo risulta ufficialmente 'adottata', ed il suo restauro finanziato da una ditta per 20mila euro. Tutti gli altri restano ancora 'orfani' ed in attesa di trovare il loro personale salvatore. Certo, oltre al caso della colonna di San Zanobi, ci sono state in questi mesi altre "manifestazioni di interesse verso strutture incluse nella lista", non ancora sfociate, "in un contratto vero e proprio", spiega il dirigente dei servizi tecnici di Palazzo Vecchio Michele Mazzoni. Per dirla in breve, il bando  acchiappamecenati è andato più o meno deserto, probabilmente a causa della difficoltà della fase economica attuale. "Evidentemente – alza le braccia Mazzoni – questo non è il momento piu' propizio per assistere a sforzi di mecenatismo da parte delle imprese".

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