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Reversibilità: quale bufala? Diciamo che il governo deve chiarire Opinion leader

Firenze – Leggo su Stamp l’articolo di Antonella Gramigna che l’allarme lanciato dai social sulle reversibilità sarebbe una bufala. Mi chiedo però: anche i Tg che ne hanno fatto i titoli di testa e alcuni addirittura il primo servizio, danno corpo alle ombre? Anche Vespa che ne ha parlato a Porta a Porta? E i sindacati ,che sono insorti, combattono vuote battaglie contro i mulini a vento? E l’On. Damiano, Presidente della Commissione Lavoro perché ha detto che la legge va cambiata? (V.Agorà Rai3).

Ma anche la segretaria nazionale della Cisl Furlan che chiama il governo ad un confronto sulle pensioni di reversibilità legata al ddl per il contrasto alla povertà insegue bufale in fuga? Per non parlare di Beppe Grillo che insorge sul suo blog, o di Nicola Frantoianni di Sinistra Italiana che si dice contrario alla revisione di un istituto che definisce “una garanzia di vita decente per molte persone, in particolare in questi anni di crisi“ Anche Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato ha detto cose analoghe definendo “ legittime le preoccupazioni indotte dalle economie che il governo vorrebbe realizzare razionalizzando varie prestazioni tra le quali le pensioni ai superstiti, dette anche di reversibilità”.

Adesso il ministro Padoan ha assicurato che non ci saranno tagli. Bene, ne prendo atto.

Il Ministro Poletti, stando al Sussidiario.net del 15 febbraio ha assicurato che le reversibilità esistenti non saranno toccate e che se ci saranno interventi sarà su quelle future; poi in una successiva dichiarazione ha precisato che non ci saranno tagli. Bene.

Ma tutte queste affermazioni che durano..fino al prossimo attacco… non mi lasciano affatto tranquillo. Perché, vista la reiterazione delle notizie sui tagli , nuovi attacchi sono assai probabili Magari, si prenderà a pretesto il progressivo appesantimento dell’Inps che è sempre più gravato da varie prestazioni assistenziali.

Quindi né mi lascia tranquillo il ricordo di una trasmissione Rai del pomeriggio nella quale, quasi due anni fa , Matteo Renzi, divenuto da poco Presidente del Consiglio, fece l’esempio di una sua conoscente (vedova) che percepiva complessivamente 5mila euro mensili di pensione e chiese cosa se ne facesse della reversibilità. Beh, io di persone che percepiscono tali somme non ne conosco (evidentemente le mie frequentazioni sono più terra terra) mentre conosco molte anziane che tra reversibilità e pensione propria arrivano a 1000/1500 euro. sufficienti appena a sopravvivere non a pagare una badante. In questi casi,se si adottassero nuove misure come si ipotizza nella legge delega per contrastare la povertà esse avrebbero un effetto grottesco.. quello di creare nuovi poveri.

La verità è che da oltre un anno, con impressionante regolarità, si parla di tagli alle pensioni e quando questi attacchi vengono rintuzzati, sono subito riproposti, come il noto Piano Boeri dell’autunno, non bocciato ma rinviato a tempi migliori (ovvero,per noi, peggiori)

Che per la reversibilità si parli di “vedove” è stato considerato argomento propagandistico, per fare presa sulla gente. Penso invece che i media abbiano detto vedove e non vedovi non perché l’espressione farebbe più presa, ma per semplificare. E’ un fatto statistico che i superstiti della coppia sono soprattutto donne e questo aggrava molto le conseguenze di eventuali tagli perché è notorio che le donne hanno pensioni più basse degli uomini.. spesso per una “divisione del lavoro” legittimamente attuata all’interno della famiglie. le donne hanno dedicato il loro tempo alla casa e ai figli con impieghi a part time o interruzioni del periodo lavorativo. Adesso, vengono messe nell’angoscia da queste ipotesi che le metterebbero in miseria. Facendo questo il governo contravverrebbe a quanto a suo tempo previsto dal sistema previdenziale, cambiando le carte in tavola, ma in questo campo ormai….è esperto.

Legare la reversibilità all’Isee significa attaccare tutti quegli anziani che nel corso della vita, con fatica, con mutui strangolatori al 18/20 % si sono comprati una casa, la quale ora gravando sull’Isee, diverrebbe una sorta di “grimaldello” per operare i tagli.

Un’ultima cosa: l’art. 1, comma 1, lett. b) della legge delega per il contrasto della povertà parla di « razionalizzazione » ; termine in apparenza neutro, inoffensivo ma che negli anni della crisi ha assunto un significato sinistro : ogni volta che in un’azienda si razionalizzava, si chiudevano reparti, si creavano esuberi e spesso si perdevano posti di lavoro.

Ora, razionalizzare legando le pensioni all’Isee vorrebbe dire tagliare perché sappiamo che gli anziani, specie le donne, hanno pensioni molto basse ma hanno case di proprietà.

E poi, guarda caso quando il Presidente dell’Inps Boeri propone di tagliare le pensioni da 2200 euro(netti) non prende in considerazione l’Isee e chiede il taglio anche quando queste pensioni sono le uniche in famiglia.

Insomma geometrie variabili per colpire sempre in modo più duro. Mi dispiace che questo governo, che pure ha fatto varie cose buone, sembra voler mettere nell’ansia e talvolta nell’ angoscia molti anziani che, proprio in un momento in cui,per la crisi economica e occupazionale, non possono nemmeno contare sull’apporto dei figli.

Da tempo sento esponenti politici dire che occorre riequilibrare tra le generazioni, ma proprio dalle reversibilità si deve partire? Mi dispiace che quello che non era stato attuato dai precedenti governi sia adesso un obiettivo di un governo che si dice(va) molto attento alla famiglia. Spero che il Presidente Renzi, smentisca al più presto questa sorta di “rottamazione” che avrebbe per oggetto gli anziani più fragili.

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