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Riapre la Galleria dell’Accademia, nuovo percorso e grandi emozioni Breaking news, Cultura, Foto del giorno

Firenze – Torna a riaprire le porte la Galleria dell’Accademia a Firenze, con un nuovo percorso espositivo mozzafiato. La riapertura è avvenuta ieri, mercoledì 5 maggio, alla presenza del direttore dell’Accademia Cecilie Hollberg e dell’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi. Il nuovo percorso, dovuto ai grandi cantieri di ristrutturazione del sito che hanno richiesto la movimentazione di oltre 600 opere, evoca emozioni forti, insieme alla possibilità di visitare finalmente la sezione dedicata agli strumenti musicali che raccoglie rari pezzi unici, ora collegata direttamente tramite un nuovo varco alle sale delle mostre temporanee. “Abbiamo tantissimi cambiamenti che finalmente potremo presentare ai nostri visitatori – dice il direttore dell’Accademia Cecilie Hollberg – e mi fa piacere coinvolgerli per far vedere loro quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi e che continueremo a fare. È stata un’impresa oserei dire ciclopica, ricollocare tutte queste opereDa giugno in poi sarà una novità pressoché continua e avremo anche un museo con climatizzazione nuovissima in ogni sala. Sarà un museo modernizzato, ma le bellezze sono rimaste le stesse”.

Senza dubbio, il “re” dell’accademia rimane sempre lui, il David che vigila, per così dire, sulla città incarnandone perfettamene lo spirito di bellezza e di aspirazione a un infinito dalla misura eorica tipica del Rinascimento. E che da ora non sarà più in una sia pur splendida solitudine ma dialogherà con i “gessi” di Lorenzo Bartolini, finora conservati nella Gipsoteca e dunque defilati alla vista del grande pubblico.

Il nuovo percorso di visita comincia dal dipartimento degli Strumenti Musicali con i 50 strumenti del Conservatorio Cherubini provenienti dalle collezioni private dei Medici e dei Lorena, su cui spiccano la viola tenore e il violoncello di Antonio Stradivari, entrambi parte del quintetto realizzato nel 1690 per il Gran Principe Ferdinando de’ Medici, uno Stradivari del 1716 e un violoncello Nicolò Amati del 1650. Da qui si prosegue verso gli ambienti delle ex-Fiorentine dove sono sistemati su uno sfondo blu scuro i dipinti della Sala del Colosso, ancora chiusa per i lavori: opere di Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Paolo Uccello, Filippino Lippi, vale a dire una summa della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento che in questa sistemazione e con la nuova illuminazione fa emergere particolari inediti.

“Questa – continua Hollberg – era una decisione importante, non volevo portare le opere in un museo esterno per chiuderle alle vista di tutti quanti. Era importante dare il segnale che le opere sono qui, visibili e godibili”. Da qui poi la Tribuna del David e la Gipsoteca che ricrea idealmente lo studio di Lorenzo Bartolini con i suoi 450 tra busti ritratto, bassorilievi, sculture di varie dimensioni tutte plasmate da lui. “Ho trovato un museo nuovo – aggiunge l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – con un allestimento sì temporaneo ma di straordinario valore in cui vediamo anche un altro rapporto con quella che è la sua icona, il David. Proprio perché è stato ripensato il percorso in funzione di riavvicinamento di un pubblico graduale, ci si può permettere una ‘prossimità tra gruppi di opere’, i gessi, che altrimenti non avremmo potuto godere. Questo è un museo di stato che però si rivolge alla città: magari l’avete visitato tanti anni fa: quindi l’invito è venite e troverete qualcosa di assolutamente diverso e nuovo”.

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