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Ricerca, al via bando a favore del Mezzogiorno Società

Il nuovo intervento lanciato dal Miur rientra nel Piano di Azione e Coesione, in continuità con le azioni promosse nel quadro del PON Ricerca e Competitività 2007-2013 ed ha il fine di rafforzare le infrastrutture di Centri di ricerca di elevata qualificazione attivi in ambiti e discipline di particolare rilevanza strategica per lo sviluppo della aree della Convergenza. L’obiettivo principale è individuare nuovi investimenti in grado di sostenere lo sviluppo del sistema della ricerca e dell’istruzione nel Mezzogiorno, attraverso il potenziamento delle strutture di servizio. Gli interventi ammissibili riguardano tre aree infrastrutturali: ICT, monitoraggio ambientale e  “long term digital preservation" dei risultati della ricerca
I progetti dovranno essere presentati entro le ore 12.00 del 3 aprile 2013, utilizzando servizio telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio). La valutazione sarà completata entro 60 giorni a partire dalla data di presentazione dei progetti (2 giugno 2013).

Il bando prevede risorse complessive per 76,5 milioni di euro, con cui verrà finanziato un progetto per ciascuna delle tre linee di intervento su cui si concentra l’impegno del Miur, per le Regioni della Convergenza. Università, Istituti Universitari statali, Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dalla Amministrazione Pubblica Centrale, nonché altri organismi di ricerca, sono dunque chiamati a presentare proposte relative a:
a.  Interventi coordinati di adeguamento e rafforzamento strutturale di reti telematiche e infrastrutture digitali (ICT), mediante lo sviluppo e l’adozione di soluzioni fortemente innovative e tecnologicamente avanzate. Gli obiettivi sono: fornire supporto al sistema nazionale di Istruzione, alle Università e all’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica e alla Ricerca interdisciplinare; promuovere l’utilizzo evoluto delle tecnologie digitali da parte di cittadini, imprese e amministrazioni presenti sul territorio.
b.  Adeguamento e consolidamento di infrastrutture per il monitoraggio ambientale, in grado di incentivare lo sviluppo di una ricerca collaborativa e multidisciplinare nell’area di interesse, con positive ricadute in ambito internazionale;
c.  Realizzazione strutturale di un sistema di “long term digital preservation” dei prodotti/risultati della ricerca, attraverso l’utilizzo di soluzioni standard aperte (logica  dell’open government e open access), utilizzabili dal sistema della formazione a tutti i livelli in un quadro di cooperazione con altre istituzioni nazionali e in coerenza con le raccomandazioni di Horizon 2020.

La qualità dei contenuti delle proposte sarà sottoposta al vaglio di esperti indipendenti, anche internazionali. Dovrà essere dimostrata la capacità del progetto di generare ricadute economico-industriali (effettiva attivazione di rapporti con il mondo imprenditoriale, creazione di opportunità di ritorni economici, generazione di nuova imprenditorialità innovativa), di accrescere la competitività e l’attrattività del sistema della ricerca pubblica meridionale, di garantirsi una comprovata autosostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo.

Foto www.aloa.architettiroma.it

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