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Ricerca e salute: la Toscana investe e attrae risorse Economia

Firenze – Mancano ormai solo tre giorni all’inizio del periodo di par condicio che vieta agli amministratori uscenti di utilizzare i propri servizi di comunicazione a partire da 40 giorni dalle elezioni e a palazzo Strozzi Sacrati si moltiplicano gli incontri dei componenti della Giunta regionale con la stampa toscana. Molti di questi servono a tracciare un bilancio di come sono stati spesi i soldi pubblici nella legislatura giunta al termine, altri annunciano servizi potenziati o accordi e protocolli che pongono le basi per il lavoro di chi governerà dopo il voto del 31 maggio.

Fra i primi ce n’è uno in particolare che vale la pena segnalare e che riguarda l’impegno della Regione nel finanziare la ricerca nel campo della salute: “In ambito sanitario – avverte l’assessore al diritto alla Salute Luigi Marroni – investire in una ricerca di qualità alimenta lo sviluppo delle conoscenze scientifiche e operative a beneficio dello stato di salute dei cittadini, del servizio sanitario e dell’intero sistema economico toscano”. Da qui nasce la parola d’ordine lanciata stamani: investire in ricerca fa bene alla salute e anche all’economia.

Nei cinque anni di lavoro della Giunta Rossi i progetti finanziati in materia di salute sono stati 245 per un totale di 103 milioni di euro, di cui 46,5 milioni della Regione e un uguale cofinanziamento dello Stato. Il resto  viene dai fondi dell’Unione europea. Si tratta di uno sforzo ingente, con una capacità di investimento in crescita visto che, per esempio, negli ultimi tre bandi ministeriali la Toscana si è collocata al primo posto fra tutte le regioni (subito prima dell’Emilia Romagna e della Lombardia) con 70 progetti finanziati.

Tre sono i pilastri sui quali poggia il sistema Regione –Università – Imprese nel settore medico sanitario. Il Distretto Scienze della Vita (11.971 addetti, 5,5 miliardi di fatturato), L’Ufficio valorizzazione ricerca biomedica e farmaceutica che si occupa della protezione intellettuale dei risultati della ricerca e accompagna nell’avvio del processo di industrializzazione (22 domande di brevetto depositate) e i Dipartimenti integrati interistituzionali, modelli organizzativi per favorire la connessione fra ricerca, formazione e sperimentazione clinica.

“Le Scienze della Vita sono uno dei settori trainanti per il rilancio e il potenziamento della competitività regionale”, così Marroni ha commentato i dati, per due  motivi: migliora la salute dei cittadini quindi, oltre che a contribuire al loro benessere,  riduce i costi complessivi della sanità, e nello stesso tempo promuove il sistema delle imprese che fanno di questo settore uno dei più importanti traini della crescita toscana. Per questo “le risorse investite in ricerca sanitaria sono un investimento coraggioso e necessario, in grado di attirare ulteriori risorse”.

Soddisfatti ovviamente i rettori delle tre Università toscane che hanno partecipato alla presentazione dei dati. Parlando anche a nome dei colleghi Angelo Riccaboni di Siena e Massimo Augello di Pisa, il rettore dell’Università di Firenze Alberto Tesi ha sottolineato come sia importante migliorare la formazione dei giovani medici, ai quali si rivolgono i risultati della ricerca che mantiene alta la qualità degli atene

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