energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ricerca: Toscana ferma al 6,6% della spesa nazionale (Istat) Economia

Firenze – Con 1,35 miliardi di euro spesi nel 2012 (il 6,6 % della spesa totale) e 16.382 addetti (6,8%), la Toscana resta ancora indietro rispetto alle regioni del Centro-Nord negli investimenti per la ricerca. Il dato fa parte del rapporto sulla ricerca e sviluppo in Italia pubblicato oggi dall’Istat. Secondo il rapporto, nel 2012 la spesa per R&S intra-muros sostenuta da imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università risulta pari a 20,5 miliardi di euro. Rispetto al 2011, la spesa aumenta sia in termini nominali (+3,5%) sia in termini reali (+1,9%). L’incidenza percentuale della spesa sul Pil (Prodotto Interno Lordo),  risulta pari all’1,26%, in aumento rispetto al 2011 (1,21%).

Andando nel dettaglio regionale, l’Istat registra che il 59,4% della spesa totale è concentrata in quattro regioni (Lombardia, Lazio, Piemonte ed Emilia-Romagna), quota che raggiunge il 68% nelle imprese, concentrandosi sempre in quattro regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto). In particolare l’Emilia – Romagna spende circa un miliardo in più rispetto alla Toscana (11,2% sulla spesa totale) di fronte all’11,8% del Piemonte, al 22,2 della Lombardia, al 14,3 del Lazio e al 6,1% della Campania, la regione che segue la Toscana in questa classificaDisaggregando i dati toscani, le istituzioni hanno investito 165 milioni (2.457 addetti),  le imprese 634,5 (6.194) , l’università 527,8 (7.391). In generale, rispetto al 2011, la spesa per R&S intra-muros cresce in tutte le ripartizioni geografiche. Nel settore delle imprese la spesa aumenta soprattutto nel Nord-est (+6,6%) e nel Mezzogiorno (+4,1%), mentre resta pressoché stabile nel Centro (+0,9%) e nel Nord-ovest (+0,8%).

Per quanto riguarda il personale impegnato in attività di ricerca (espresso in termini di unità equivalenti a tempo pieno), risulta pari a 240.179 unità, con una crescita  complessiva del 5,3% rispetto al 2011 che riguarda tutti i settori: imprese (+6,8%), istituzioni pubbliche (+4,7%), istituzioni private non profit (+3,8%) e università (+3,4%).  Nel 2012 il numero dei ricercatori (espresso in termini di unità equivalenti a tempo pieno) è pari a 110.695 unità, in crescita del 4,3% sul  2011. Anche in  questo caso, l’aumento investe tutti i settori: istituzioni pubbliche (+9,2%), istituzioni private non profit (+4,6%), imprese e università (+3,2%).

Le aspettative per il 2013 e le previsioni per il 2014 vedono tuttavia la spesa in diminuzione. I dati indicano, per il 2013, una diminuzione della spesa (-1,5% rispetto al 2012), dovuta a flessioni nelle istituzioni pubbliche (-0,8%), nelle istituzioni non profit (-4,0%), nell’università (-0,8%) e nelle imprese  (-1,8%). La spesa per R&S in termini reali dovrebbe invece calare del 2,9%. Per il 2014 è attesa una diminuzione della spesa, rispetto al 2013, dell’1,9% nelle istituzioni pubbliche ed un aumento dell’1,4% nelle imprese (non sono disponibili i dati di previsione per l’università).

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »