energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ricercatori dell’Università pisana a Mosca per la conclusione di Mars 500 STAMP - Università

La missione denominata Mars 500 si è conclusa ieri, 7 novembre, ed un team di ricercatori pisani è volato alla volta di Mosca. L’esperimento tenutosi in Russia è consistito nella simulazione di un viaggio verso il pianeta rosso. Sei astronauti, fra i quali figurava anche l’italiano Diego Urbina, sono rimasti confinati per 520 giorni negli angusti spazi del simulatore russo Nek, senza contatti diretti con l’esterno né possibilità di uscire dalla navicella prototipo. «Ad una prima impressione, non appena usciti, le condizioni migliori sembravano quelle dell'italiano Diego Urbina e del francese Romain Charles», ha spiegato il professor Angelo Gemignani, membro del Centro Extreme e docente di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica dell'Ateneo pisano. Gli studiosi giunti a Mosca dall’Università di Pisa, dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dal CNR, sono stati incaricati di condurre analisi sui sei astronauti al fine di constatare il livello di stress accumulato nei 520 giorni di isolamento. «Abbiamo confrontato il filmato dell'uscita dal simulatore  con quello di entrata e abbiano notato dei sintomi da stress come alcune espressioni facciali, perdita di capelli e di peso», ha spiegato Gemignani. Analizzando i dati raccolti dalla prima missione del programma Mars 500, durata “soltanto” 105 giorni, i ricercatori pisani avevano dimostrato che il sonno degli astronauti in viaggio (simulato) verso Marte era simile al sonno delle persone depresse. Ci si attende che anche i risultati della seconda simulazione di missione marziana abbiano conclusioni simili, ma in ogni caso sarà necessario attendere alcuni mesi per avere i risultati dei testi elettroncefalografici, ecocardiografici e psicometrici a cui i ricercatori pisani hanno sottoposto ieri i sei astronauti. Gli studi sui sei coraggiosi degli angusti spazi del simulatore Nek saranno utili per verificare l’efficacia di alcuni metodi non farmacologici studiati per contrastare lo stress. Se tali metodi avessero avuto effetto sugli astronauti di Mars 500, la moderna medicina predittiva avrebbe compiuto un passo avanti in quanto tali metodi potrebbero essere applicati anche alle persone impegnate in attività estreme come pompieri, militari, addetti alla protezione civile ma con ricadute positive per tutti i cittadini.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »