energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Ricercatori fiorentini hanno studiato le giare del Mar Morto Cronaca

E’ soddisfatto e contento dei risultati portati a casa da due suoi studenti, don Stefano Tarocchi, Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze, sulle colline di Careggi. Ormai la Facoltà, che è sotto la giurisdizione del Vaticano, è riconosciuta a livello mondiale, tant’è che collabora a vari progetti e scambi culturali. L’ultimo ha visto tra i protagonisti due studenti, Diletta Rigoli, 26 anni, e don Bledar Xhuli, 35 anni, che si stanno specializzando in discipline bibliche, chiamati a far parte del progetto di ricerca internazionale sulle ceramiche che conservarono per secoli i rotoli del Mar Morto a ritrovati a Qumran nel 1947. Oggi dei rotoli, consultabili on line, si sa quasi tutto, ma delle giare, circa 50, alte anche quasi un metro, di circa 20-30 cm di diametro, non si sa niente. Chiuse da 60 anni in magazzini inaccessibili agli studiosi è importante studiarle per capire meglio l’ambiente circostante in cui sono stati ritrovati i rotoli, la più grande scoperta archeologica biblica del secolo scorso. Diletta e Bledar sono i primi ricercatori al mondo ad aver avuto l’opportunità di studiare, catalogare, esaminare, e prossimamente pubblicare, tutti i dati possibili sulle circa 50 giare, che fanno parte di un patrimonio sterminato di ceramiche: piatti, brocche, vasi, unguentari, coppe. “ Per noi è stata una grande emozione – hanno commentato i due ricercatori – toccare con mani quei reperti archeologici non ancora pubblicati, che hanno segnato la storia dell’umanità nelle scienze bibliche”. Per la pubblicazione dei risultati ci vorranno ancora diversi mesi, perché i dati dovranno essere analizzati dai responsabili del progetto, “ma già dai prossimi giorni – sottolinea il Preside – sono sicuro saremo bersagliati delle telefonate da tutto il mondo, per sapere i risultati, che si annunciano importanti”. “Noi – hanno detto Diletta e Bledar – speriamo di poter continuare il lavoro che abbiamo solo iniziato”. 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »