energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Richard Ginori, il Tribunale di Firenze decide: è fallimento Cronaca

Fallimento per la Richard Ginori. Lo dichiara il Tribunale di Firenze, con la deposizione della dichiarazione di fallimento da parte dei giudici chiamati a pronunciarsi sulla possibile ammissione dell'azienda al concordato preventivo, mentre sempre in mattinata il collegio liquidatori raggiunge il tribunale per la dovuta visione dell'atto Si conclude così con l'amaro in bocca una vicenda controversa: l'azienda di porcellane di risonanza internazionale era in liquidazione dalla scorsa primavera, quando il bilancio consuntivo 2011 aveva rivelato perdite superiori allo stesso capitale sociale. La soluzione di concordato preventivo costruita dal collegio dei liquidatori si proponeva di reperire un soggetto in grado (e disposto) a rilevare le attività commerciali e produttive della Richard Ginori; soggetto che aveva preso le sembianze, a dicembre scorso,  della cordata composta dalle aziende Lenox e Apulum.

Sono 314 i lavoratori che attualmente compongono il cuore propulsivo della Ginori, in questo momento tutti in cassa integrazione da agosto per cessazione dell'attività.  Il Tribunale di Firenze ha nominato Andrea Spignoli curatore fallimentare dell'azienda, un n ome molto conosciuto dall'azienda e dai vertici aziendali, visto che era già stato nominato Consulente tecnico d'ufficio dal Tribunale tre mesi fa: ''Per fortuna conosce le vicissitudini aziendali, ha preso parte ad alcuni incontri con sindacati e soggetti che erano interessati a rilevare l'azienda'', ha spiegato Marco Milanesio, presidente del collegio dei liquidatori, che ha preso visione del decreto di fallimento emanato dal Tribunale. Assicurando la massima collaborazione,  Milanesio, pur decadendo dalla carica, ha sottolineato la necessità di continuare nello sforzo "per cercare di portare a termine il lavoro che il collegio dei liquidatori aveva iniziato per la salvaguardia dei creditori, dei lavoratori, e del patrimonio artistico della Richard Ginori. Mi auguro che si possa verificare la continuità aziendale'', conclude.
“A quanto pare il Tribunale di Firenze non ha ritenuto credibile il piano di salvataggio presentato dal collegio dei liquidatori. Per il momento non possiamo far altro che esprimere lo sconcerto per il rischio sempre più concreto della perdita della prestigiosa manifattura Ginori di Sesto Fiorentino e la preoccupazione per la sorte delle centinaia di famiglie dei dipendenti ai quali continuo a manifestare solidarietà e spirito di collaborazione – è il commento del sindaco di Sesto fiorentino, Gianni Gianassi alla notizia della decisione dei giudici fiorentini – nei prossimi giorni sapremo quali saranno le conseguenze immediate del provvedimento del Tribunale di Firenze sulle ipotesi di acquisto della società e sulla possibilità d’intervento dello Stato attraverso la Legge Guttuso”.

Presi alla sprovvista, invece, i lavoratori. ''E' una situazione allucinante e paradossale, oggi era tutto predisposto perchè i lavoratori rientrassero in fabbrica –  dice Giovanni Nencini, esponente dei Cobas Ginori, commentando la decisione del Tribunale di Firenze sul fallimento della RichardGinori, nel corso del presidio tenuto  fuori da Palazzo di Giustizia da oltre un centinaio di lavoratori – una decisione che induce a pensare male – ha aggiunto – a pensare che dietro questo fallimento ci siano dei giochi particolari''. Il sindacalista osserva che la decisione è stata presa nonostante lo schema di concordato predisposto dal collegio dei liquidatori avesse ''assegnato Ginori a due società importanti pronte a investire immediatamente, e già con decine di milioni di euro di ordini pronti da evadere''. Secondo Nencini ''sono sbigottiti sia i rappresentanti di Lenox che quelli di Apulum, non si aspettavano una decisione del genere''. Sotto il fuoco dell'esponente dei Cobas in particolare il creditore privilegiato Filippo Pasquini, l'unico a non avere ritirato l'istanza di fallimento presenbtata.
''Si è ostinato fino alla fine a non ritirare l'istanza –  ricorda Nencini – andando contro i suoi stessi interessi, e questo induce a pensare che evidentemente qualcuno fino alla fine ha giocato e spinto per il fallimento della Ginori''.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »