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Riciclaggio ed evasione, miliardi a lavarsi in Cina Cronaca

La lavatrice inghiottiva un tornado di denaro sporco, lo lavava e lo rimetteva in circolo. Tra il 2006 e il 2010, ben 4 miliardi e mezzo di euro, pari quasi al gettito dell'Imu, andavano in Cina a fare il bucato, attraverso immigrati orientali provenienti da  Prato in particolare, ma anche Roma, Padova, altre città italiane, attori e protagonisti di una grande, gigantesca operazione di riciclaggio. 

Titolare dell'inchiesta che ha fatto saltar fuori l'enorme operazione, inchieta per riciclaggio ed evasione fiscale, è la Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che  ieri ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 287 persone, 24 delle quali sono indagate per associazione mafiosa. La maggioranza assoluta sono cittadini cinesi che, per trasferire il denaro ottenuto 'in nero' in Italia anche attraverso lo sfruttamento della manodopera di connazionali, utilizzavano per le transazioni agenzie di 'money transfer'.  Attraverso queste, gli indagati esportavano via via in Cina somme inferiori ai 2.000 euro, anche di un solo centesimo per non incappare nei controlli automatici. Con questo metodo sono state centinaia di migliaia le operazioni tramite 'money transfer' contate dagli investigatori della Guardia di finanza.

Le forme dei proventi illeciti e dunque non dichiarabili erano svariate: si andava dai reati di contrabbando, alla contraffazione, al traffico e sfruttamento di immigrazione calndestina; inoltre, il nero era quasi totale per uanto riguarda i redditi della ormai tradizionale rete commerciale che si è radicata da tempo a Prato e in altre città italiane. Ad accorgersi che da Prato avevano preso il volo 430 milioni nel lasso di tempo fra il 2007 e il 2009, è stata Bankitalia che ha così fatto scattare l'indagine. Non solo: Bankitalia sta anche prendendo in esame un dossier realizzato qualche tempo fa dal Comune di Prato sui crediti "facili" ottenuti da alcune banche cittadine da parte di immgrati orientali, nonostante i patrimoni "fantasma" di cui risultano titolari.

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