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Riciclaggio, richiesto rinvio a giudizio per 297 persone e Bank of China Cronaca

Firenze – Richiesto rinvio a giudizio per 297 persone e per la Bank of China: la richiesta proviene dalla procura di Firenze dopo un’inchiesta per riciclaggio per il trasferimento illecito di oltre 4 miliardi di euro dall’Italia alla Cina. Tra i reati è contestata l’aggravante mafiosa. La banca di Stato non avrebbe segnalato un ingente numero di operazioni sospette.

Attraverso le indagini svolte dal nucleo della polizia tributaria di Firenze, si è arrivati a contestare i reati di associazione per delinquere, riciclaggio, evasione fiscale, trasferimento fraudolento di valori all’estero. Il meccanismo si sarebbe sviluppato fra il 2007 e il 2010. Nel gruppo degli indagati vi sono quattro dirigenti della filiale di Milano della banca di Stato, vale a dire direttore generale, vicedirettore, responsabile ufficio rischi e ufficio audit, gli imprenditori italiani titolari di una società di Bologna Money2Money e i loro agenti titolari di negozi ‘money transfer’ dove centinaia di indagati – secondo le indagini – depositavano denaro in contanti. Soldi che, sempre secondo gli inquirenti, erano presunto provente di altri reati come contraffazione, contrabbando, furto, appropriazione indebita, reati doganali.

Ed ecco il meccanismo, secondo quanto ricostruiti dagli inquirenti: i contanti venivano raccolti dalle agenzie della società bolognese tramite milioni di micro-operazioni, ad importi bassissimi. Alla fine della raccolta, il flusso di denaro veniva convogliato nel collettore finale Bank of China, che trasferiva i soldi nel paese orientale. Il denaro veniva poi utilizzato per acquistare merci a basso costo da importare e rivendere in Italia.

Fra le 297 persone per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio, 24 dovrebbero rispondere anche di associazione a delinquere aggravata dalla finalità mafiosa: sarebbero infatti stati ravvisati intimidazione, vincolo omertoso e assoggettamento tra i membri. Il maxi-riciclaggio avrebbe rafforzato la capacità economica delle organizzazioni mafiose cinesi di Prato e Firenze dedite all’immigrazione clandestina dal loro Paese. Inoltre, la guardia di finanza ha rilevato un’evasione fiscale da 45 milioni di euro e promosso un’ottantina di misure di prevenzione con sequestro di immobili ad alcuni degli indagati per un totale, finora, di 5,5 mln.  La richiesta di rinvio a giudizio è firmata dal pm Giulio Monferini.

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