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Ricordo di don Corso Guicciardini a un anno dalla scomparsa Opinion leader

Firenze – Un anno fa, il 5 novembre 2020, don Corso Guicciardini lasciava la sua amata Opera Madonnina del Grappa priva della sua guida. Se ne andava, nel reparto Covid di Careggi, accompagnato dal pensiero e dalla preghiera di tanti che, nel corso della sua lunga vita, avevano avuto modo di apprezzarne le qualità di uomo, sacerdote e Presidente dell’Opera. Qualità ovunque riconosciute, poiché relative ad una grande sensibilità umana, ad una finezza intellettuale, soprattutto ad un profondo radicamento nella fede.

Egli, nel lontano 1958 aveva ricevuto l’eredità del Venerabile don Giulio Facibeni, fondatore dell’Opera Madonnina del Grappa, che lo designò quale suo successore nella guida dell’Istituto, ed aveva con determinazione accolto su di sé questa gravosa responsabilità, proprio perché mosso da un profondo attaccamento al “padre” Facibeni ma ancor più all’Opera e a tutto quello che Essa significava.

Scegliendo di non seguire la strada a cui lo indirizzava a la sua ricca e nobile origine, mai rinnegata ma semplicemente convertita in una scelta di vita considerata infinitamente superiore, il Conte Guicciardini, ormai solo don Corso, intraprese una vita nella quale al centro vi erano unicamente i poveri, veri destinatari delle cure più grandi dell’amore di Dio.

A sostenerlo in questa impresa, accanto alle raffinate qualità umane, una solida fede ed il desiderio di attuare l’insegnamento evangelico in ogni ambito di questa così importante famiglia che era l’Opera Madonnina del Grappa. Sotto la sua guida quest’ultima è riuscita ad attraversare decenni di storia ed a raggiungere il secolo attuale mostrandosi ancora attiva nel suo servizio di assistenza e accoglienza nei confronti delle persone più fragili.

Grazie a don Corso e alla sua sapiente ed equilibrata guida, l’Opera ancora oggi costituisce un punto riferimento per tutto il sistema del sostegno alle vecchie e nuove povertà, quali a titolo di esempio la difficoltà economica, l’educazione e la formazione dei giovani, donne e madri in difficoltà, la dilagante sofferenza della patologia psichica, anziani, detenuti ed ex detenuti.

Tutto questo è successo accogliendo quel necessario processo di trasformazione, compreso e voluto da don Corso, che il cambiamento dei tempi ha reso necessario, ma sempre nella più vera fedeltà al carisma fondante e ai valori delle origini.

Vincenzo Russo

 

L’Istituto Madonnina del Grappa, la storica struttura religiosa che si occupa di servizi di accoglienza, ricorda don Corso Guicciardini, venerdì 5 novembre, alle ore 18 presso la basilica di San Lorenzo di Firenze. 

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