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Ricordo di Roberta Betti: il valore della cultura Opinion leader

Prato – La notizia della morte di Roberta Betti si è diffusa rapidamente in città e ha colto di sorpresa coloro che la conoscevano e l’amavano.  Perché solo pochi  intimi sapevano che era ricoverata già da qualche giorno nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale e che le notizie sulla sua salute non lasciavano presagire nulla di buono.

Ora che Roberta se ne è andata i pratesi si sentono improvvisamente più poveri perché con lei scompare la persona  che ha contributo a dare un’immagine della città che poteva osare e vincere. Il suo nome è stato indissolubilmente legato al destino di un luogo simbolo della città il teatro Politeama (che rischiava negli anni ’80 di scomparire per diventare altro) e che grazie al suo impegno unito alla tenacia ha ritrovato splendore tornando a nuova vita.

“Un luogo – come ha fatto notare il consigliere del Politeama Maurizio Nardi – che grazie a lei non è solo teatro ma anche luogo di aggregazione sociale; perché a Roberta stavano particolarmente a cuore i giovani e gli anziani e quando organizzava i cartelloni pensava soprattutto a loro.”

Roberta Betti infatti era convinta che sulla cultura si poteva e doveva scommettere. Che Prato non poteva esportare nel mondo la sola immagine del tessile e della fabbrica, ma che si poteva imporre anche in settori diversi tra cui l’arte di andare in scena e smuovere anche così l’economia della sua città.
Un amore per la musica che mostrò sin da piccola: la stessa Roberta ricordava che la mamma le regalò quando aveva appena sette anni una fisarmonica usata perché coltivasse questa sua passione,che esprimeva anche scrivendo  testi di canzoni molte delle quali appartengono alle storiche riviste del Buzzi. Ha infatti composto musiche e curato la parte organizzativa per oltre 30 spettacoli andati in scena al Teatro Metastasio, del quale è stata consigliere della Fondazione fino al 2018.
Come non ricordare ad esempio  “Violenza No” per “Cinuncené”, che vide allora il debutto di Francesco Nuti, la rivista che le Pagliette del Buzzi allestirono nel 1974 al teatro Metastasio il cui testo modernissimo invita l’uomo al rispetto delle donne e della natura.
Fu cantata all’epoca da Lamberto Muggiani, che per anni fu l’attore principale della rivista del Buzzi e grande amico di Roberta.  E proprio lui la ricorda tra le lacrime: “Più di 50anni insieme. Se dovessi parlare di lei mi ci vorrebbe un libro per scrivere. Ci siamo conosciuti nel 1967 e da allora moltissime  cose le ho fatte con Roberta. A lei mi lega un amore profondo e Prato perde un pilastro”.
Anche Giorgio Silli, oggi onorevole a Roma ma all’epoca studente del Buzzi e attore in giovane età delle Pagliette, raggiunto telefonicamente la ricorda commosso: “Che donna!Che scherzo che ci hai fatto…Fra me e Roberta una vita di affetto, stima e competizione….le prime guerre fra “giovani e vecchi” per la rivista del Buzzi le ricordo come se fosse ieri.  Mancherà maledettamente, a Prato, alle pagliette del Buzzi, al mondo dello spettacolo. Un abbraccio  fortissimo non può che andare a Elvira in questo momento.”
Elvira Trentin la compagna di una vita di Roberta a cui si è cercato per riserbo di nascondere la notizia della morte fino all’ultimo, lei che da subito ha condiviso con Roberta tante battaglie anche in difesa delle donne. Ed a questo proposito anche il ritratto di Roberta Betti che ne fa il consigliere di ArteinScena Roberto Pagliocca, rimanda ad una personalità fuori dal comune e di cui tutta la città sentirà la mancanza.

“Il valore di una donna quale pensiero tenace che ha impegnato la propria vita nella cultura attraverso un amore incondizionato che ha contagiato le persone che le stavano accanto.Fummo io e Luca Managlia ad imporre Roberta Betti come Presidente del Comitato che doveva e poteva salvare il Politeama,e che nacque nel 1988,perchè solo lei aveva la giusta personalità anche per la grande attenzione che aveva mostrato per la cultura.Ella incarnava il Politeama ed era l’unica che poteva rinnovare i cartelloni  del teatro nati negli anni ’20 e riproporli negli anni ’80”.

La Camera ardente è allestita al Teatro Politeama da oggi mercoledì 22 gennaio dalle 16 alle 23;  giovedì dalle 11 alle 23; venerdì dalle 9 alle 12. Venerdì la commemorazione pubblica al Teatro Politeama e alle 15 i funerali in Duomo.

In foto Roberta Betti.

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