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“Ridateci il silenzio”: appello della cultura contro distruzione “quiete pubblica” My Stamp

“Esiste ancora la difesa della quiete pubblica?”, si chiedono Salvatore Accardo, Francesco Alberoni, Niccolò Ammaniti,  Franco Cardini, Paolo Crepet,   Ernesto Galli Della Loggia, Gustavo Zagrebelsky  e altri noti studiosi e artisti firmatari dell’appello “Ridateci il silenzio”, che si può leggere sul blog dei promori, il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. Il rispetto delle occupazioni e del riposo dei cittadini, cioè la quiete pubblica, tutelato tra l’altro dal codice penale, nel corso del tempo è stato abrogato di fatto in nome del divertimento, della festa, dell’evento. Imperversa vunque “la musica ad alto o altissimo volume, che da chioschi, stabilimenti balneari, piazze si propaga anche a grandi distanze”. Si sono affermate ovunque, prosegue l’appello indirizzato a tutte le autorità in qualche modo coinvolte, “abitudini e convinzioni che negano in radice il diritto a riposare tranquillamente all’ora che si preferisce, a concentrarsi nella lettura, ad ascoltare musica di propria scelta, a godere la tranquillità e la bellezza di un parco o di una spiaggia”. In molti quartieri cittadini e nei luoghi di vacanza la cosiddetta “movida” tiene sveglio il vicinato a volte fino all’alba.

Centinaia di cittadini stanno aggiungendo la propria firma. Lo si può fare scrivendo “aderisco” a gruppodifirenze@libero.it, specificando nome, cognome, comune di residenza.

Giorgio Ragazzini

 

 

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