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Rifiuti al Ferrale, denuncia della Sinistra: “La discarica s’allarga, il Comune intervenga” Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Non è la prima volta che il problema si pone: accanto al “mostro di Mantignano”  (vale a dire la colata di cemento che doveva diventare un centro di eccellenza per lo “struggimento” di auto in sicurezza, per il cui acquisto si interessò l’allora Quadrifoglio per circa 10 milioni di euro), in via di Castelnuovo, la discarica “ombra” s’allarga.

Della questione, in seguito alle proteste dei cittadini,  si fa carico il gruppo del consiglio comunale fiorentino Firenze riparte a Sinistra (Frs) che in una nota di fuoco denuncia la situazione, con tanto di servizio fotografico allegato.

La consigliera Donella Verdi e i consiglieri Tommaso Grassi e Giacomo Trombi infatti mettono sul piatto  una situazione che purtroppo ha anche altri esempi sul territorio comunale fiorentino, vale a dire la nascita di vere e proprio discariche abusive. Quella di via di Castelnuovo al Ferrale, a Mantignano, è una vera e propria “discarica tipica”: una sorta di ” bazar all’aperto dove qualcuno recupera anche materiali e oggetti rotti per usarli altrove: come il letto che era presente una quindicina di giorni fa e adesso scomparso. Ma la quantità della nettezza e dei rifiuti abbandonati non sembra diminuire, anzi seppur ci siano prelievi, la montagna cresce sempre di più”.

discarica ferrale 2E se il riciclo è l’anima della cosiddetta economia circolare, “tuttavia altri “pezzi abbandonati sul terreno non sono così pregiati, anzi, alcuni possono essere anche pericolosi. “Detriti edili, pezzi di legno, sacchi della nettezza, contenitori per vernici e materie tipo stoffe sono i principali rifiuti abbandonati nella zona di Via del Castelnuovo, area Ferrale – incalzano i consiglieri comunali – proprio nelle vicinanze del mostro di Mantignano, ex sede dei rottamatori di auto. Il Comune faccia intervenire Quadrifoglio visto che si tratta di aree lungo la strada pubblica e indaghi, come dovrebbe fare ogni volta che si creano queste situazioni, perché siano individuati i colpevoli di questi reati ambientali. Per fortuna nonostante le calde temperature nessuno ha dato fuoco ai rifiuti abbandonati altrimenti si sarebbe creato anche una non indifferente emissione in atmosfera di sostanze dannose e pericolose”.

Il disagio vissuto da quest’area, una volta fiorente di orti che alimentavano le bancarelle dei “verdurai” fiorentini, ancora oggi denominata “area agricola”, non risale alla discarica abusiva, ma affonda molto indietro nel tempo. Si arriva alla battaglia sostenuta, almeno dal 2008,  da comitati, residenti, dalle stesse forze politiche d’opposizione in questo caso bipartisan, contro la realizzazione del “centro d’eccellenza” per la rottamazione di auto e altri materiali tecnologici nel bel mezzo di un’area agricola protetta. Una enorme, inutile, dispendiosa, invasiva colata di cemento che rovinò in modo irreversibile l’area, e che finì nel giro di qualche anno sotto l’inchiesta della Procura (come ricorda la consigliera Donella Verdi, “116 avvisi di garanzia e il invio a giudizio di 13 imputati per traffico illecito di rifiuti in Italia e all’Estero.”) e la mazzata della procedura fallimentare (circa le origini della vicenda, http://www.stamptoscana.it/articolo/societa/centro-di-rottamazione-del-ferrale-un-nome-un-destino http://www.stamptoscana.it/articolo/societa/ferrale-il-centro-rottamazione-non-esiste-nella-cartografia1).

 

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