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Rifiuti e riciclaggio: obiettivi europei raggiunti nel 2015 Cronaca, Opinion leader

Firenze – Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha presentato il consueto rapporto annuale sui rifiuti urbani. Un appuntamento ormai centrale per un’analisi puntuale sul settore a scala nazionale, quest’anno arricchito da una raccolta completa di open data su produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani nazionali a livello comunale.

Una prima analisi dei dati del Rapporto si riferisce alla produzione di rifiuti e ai livelli di raccolta differenziata nel 2014. Come era per certi aspetti previsto cresce rispetto al 2013 la produzione di rifiuti urbani, che si attesta a circa 29,7 milioni di tonnellate (+0,3%, pari a 83 mila tonnellate, rispetto al 2013).
Migliora la raccolta differenziata, che si attesta nel 2014 al 45,2% della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita quasi del 3% rispetto al 2013, con un tasso del 56,7% nelle regioni settentrionali, del 40,8% per quelle del Centro e al 31,3% per le regioni del Mezzogiorno. La crescita maggiore si rileva per le regioni del Centro Italia con un aumento percentuale, tra il 2013 e il 2014, pari all’11,7%; al Sud la crescita è del 7,5% mentre al Nord del 5,6%. Oggi l’Italia è quindi meno “a due velocità”, con la Toscana che fa la sua parte, come recentemente confermato anche dai dati pubblicati dalla Regione Toscana sulla produzione di rifiuti e la raccolta differenziata, relativi all’intero 2014, che consentono di svolgere alcune valutazioni sullo “stato di salute” del settore a livello regionale.
Nella nostra regione il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani, pari a circa 2,26 milioni di tonnellate, è in lieve aumento rispetto al 2013 (+1%), risultato di una contrazione della produzione di rifiuti urbani indifferenziati del 3% circa e di un aumento delle raccolte differenziate di circa il 6%. Il dato pro capite è passato da 598 a 603 kg/abitante, con un aumento di 5 kg per abitante rispetto al 2013. Sembra, quindi, che la ripresa economica avviata già negli ultimi mesi del 2014 abbia già prodotto un aumento della produzione di rifiuti, anche se modesta, e un aumento è previsto anche per il 2015.
Nella nostra regione la raccolta differenziata nel 2014 conferma il trend positivo degli ultimi anni attestandosi al 48%, con un incremento del 2,4% e un tasso di crescita in aumento rispetto all’anno precedente. Un dato confortante, considerato che è avvenuto in una situazione di incertezza degli affidamenti dei servizi in essere, con la conclusione della gara nell’Ato Sud e l’attesa della conclusione delle due gare nell’Ato Centro e Costa, una situazione che ovviamente non ha favorito il dispiegarsi di investimenti rilevanti da parte degli attuali gestori.
Il dato del 48% di raccolta differenziata, sulla base delle stime svolte da Ispra in questi anni, ci dice che siano ormai molto vicini al raggiungimento dell’obiettivo di riciclaggio previsto dalla legge italiana e dalla Direttiva Europea, pari al 50 % dei rifiuti di carta, vetro, plastiche e metalli al 2020. E’ quindi possibile che l’obiettivo di riciclaggio europeo sia raggiunto nella nostra regione già nel corso del 2015 ed è stato sicuramente già raggiunto nell’ATO Centro.
L’industria del riciclaggio della Toscana gode, quindi, nel suo complesso di ottima salute, assorbendo interamente i materiali riciclabili raccolti dai rifiuti urbani (oltre 1,2 milioni di tonnellate), ma anche due terzi dei rifiuti speciali (6/7 milioni di tonnellate), grazie alle attività dei gestori della raccolta, della rete di aziende di trattamento e valorizzazione (Revet) e del “distretto toscano del riciclaggio” dalle cartiere, alle vetrerie, dall’industria della plastica e dell’acciaio, ad imprese di produzione di fertilizzanti come Valcofert e come Lucart, specializzata nel riciclaggio del Tetrapack.
Ora occorre che sia posto subito nel Piano Regionale di Sviluppo un progetto industriale forte per il potenziamento del distretto regionale diffuso del riciclaggio, nella direzione della strategia di “economia circolare” che verrà contenuta nella prossima direttiva europea e negli stessi obiettivi globali per lo sviluppo sostenibili recentemente approvati dalle Nazioni Unite e che sono alla base del Piano regionale di gestione dei rifiuti. Occorre mettere al centro dell’iniziativa pubblica gli obiettivi di riciclaggio e non tanto più quelli di raccolta differenziata, investendo così definitivamente nell’industria del riciclaggio.
Alfredo De Girolamo (@degirolamoa)
Presidente Confservizi Cispel Toscana
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