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Rifiuti, il Tar blocca impianto di Scarlino Notizie dalla toscana

 

"La decisione del TAR Toscana che accoglie le richieste di alcuni comitati locali, di associazioni ambientaliste e del Comune di Follonica per impedire il funzionamento dell'impianto di recupero energetico di Scarlino è di una gravità inaudita e getta un’ombra sulle reali possibilità in Toscana di fare e attrarre investimenti, di fare impresa nel rispetto delle regole. Si apre ora uno scenario inquietante, l'impianto verrà bloccato con effetti gravi sulla gestione dei rifiuti e conseguenze occupazionali”. Questo il commento di Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, alla notizie che il Tribunale amministrativo della Toscana ha di fatto sancito il blocco dell’impianto progettato da Scarlino Energia Srl.
“Il progetto di Scarlino Energia ha avuto un iter amministrativo lungo e complesso durato oltre due anni nel quale sono intervenuti tutti i soggetti istituzionali competenti e le autorità di controllo ambientale – ha spiegato De Girolamo –. L’impresa aveva ottenuto la Via e la successiva autorizzazione nel rispetto delle procedure dell’ordinamento e di tutti i requisiti richiesti dalla legge”. Per questo – ha proseguito – “ lascia stupiti e preoccupati il pronunciamento del tribunale amministrativo che con propria sentenza, dopo oltre due anni, ha contraddetto il pronunciamento dello stesso Tar e del Consiglio di Stato che nel 2009 avevano respinto il ricorso dei comitati”. Di fronte a una procedura scrupolosamente rispettata, il presidente di Confservizi Cispel ha detto di condividere le parole recentemente espresse dal Governatore della Toscana Enrico Rossi: “In questa regione un imprenditore che propone un investimento e rispetta le regole ha il diritto di vedere accolta la sua proposta”.
Quello che è accaduto a Scarlino – ha concluso De Girolamo – “è il frutto malato di un idea sbagliata di partecipazione, purtroppo cavalcata in modo irresponsabile da una parte della classe politica a volte subita dalle istituzioni, che consente a piccoli gruppi di bloccare investimenti importanti, concepiti nel pieno rispetto della legge”.  (Com)

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