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Rifiuti, manifestazione per alternative all’incenerimento Ambiente

Il conflitto istituzionale innescatosi in particolare tra Regione e Comuni del distretto del cuoio intorno alle procedure di autorizzazione  del pirogassificatore di Castelfranco di Sotto, potrebbe essere sostituito da un dibattito concreto ed avanzato sulle alternative tecnologiche possibili al progetto Waste Recycling-Nse INdustry. Sembrerebbe questo l'intento e l'auspicio della manifestazione del 5 maggio sotteso allo slogan  "No inceneritori, sì alle alternative", dal momento che sono molte le perplessità sorte sia in merito ad alcune fasi delle procedure autorizzative, come riconosciuto anche dal Tar toscano, sia in merito ai rischi ambientali collegabili alla tecnologia impiegata dal pirogassificatore, indicato come impianto sperimentale.

La manifestazione avrà inizio alle 15 in piazza Bambini e Bambine di Beslan (ingresso lato Fortezza da Basso) per concludersi in piazza della Repubblica. "La manifestazione –  sottolinea l'Unione inquilini di Castelfranco di Sotto, impegnata nella vicenda del pirogassificatore come altre associazioni, cittadini, comitatiComuni del distretto del cuoio, e che aderisce pubblicamente alla manifestazione del 5 maggio –  è fondamentale per protestare contro gli inceneritori e per proporre le alternative all'incenerimento dei rifiuti. A nostro avviso – prosegue la nota –  questa a manifestazione è importante anche perché rappresenta un momento di unione a livello regionale sia dei comitati sia dei cittadini che in questo modo abbandonano i localismi per protestare e chiedere a gran voce una alternativa".

Il progetto è stato autorizzato dalla Provincia di Pisa e, in seguito ai ricorsi delle parti avverse, sospeso dal Tar della Toscana, il quale ha riscontrato differenze tra progetto definitivo (autorizzato) e progetto presentato in sede di verifica di assoggettabilità  alla Valutazione di impatto ambientale (Via). Mentre la Provincia titolare dell'autorizzazione, impugnata al Tar toscano, attende il giudizio di merito del Tar, la Regione Toscana ha invece deciso di impugnare le sentenze del Tar di fronte al Consiglio di Stato, e ha già incaricato l'avvocatura regionale per procedere in tal senso. Negli scorsi giorni si è appreso che anche l'Arpat ricorrerà in Consiglio di Stato. Si è così innescato un conflitto istituzionale nel quale la Regione, per effetto dei poteri che le conferisce la legge regionale sulle opere strategiche  "sembra  – rileva l'Unione inquilini di Castelfranco di Sotto – , prevalere in termini di autorità"  nei riguardi degli altri enti locali.

Foto http://wwfpisa.blogspot.it
 

 

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