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Rifiuti Valdarno, M5S attacca società gestore: “CdA frutto di logiche partitiche e con problemi legali” Politica

Firenze – “Il Cda di AER S.p.a. non solo risponde alle logiche partitiche precedenti, ma ha anche evidenti problemi legali.” Questa la denuncia che il Movimento 5 Stelle ha portato oggi in conferenza stampa a Palazzo Medici Riccardi. La società che si occupa della raccolta dei rifiuti nei comuni di Dicomano, Figline – Incisa Valdarno, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina e San Godenzo, è al centro di un meccanismo “per drenare soldi dalle tasse dei cittadini e farli confluire in chi gestisce gli impianti di discarica e di incenerimento – spiegano i deputati toscani Massimo Artini e Samuele Segoni – servono procedure diverse per le nomine dei vertici”.

Il presidente del Cda, nominato il 14 ottobre scorso, è Giordano Benvenuti, già membro del precedente consiglio, e revisore di conti del network di imprese “L’Orologio 2.0” (composto da tre società cooperative delle quali una, la “Cristoforo” soc. coop., fornisce servizi proprio ad AER).

La riconferma del posto in CdA è arrivata anche per Emanuele Rappa, che dal 2009 è stato: presidente di Centro Servizi Ambiente S.p.A, Amministrazione unico di Multieco S.c.r.l., Consigliere di amministrazione di Revet S.p.a, Amministratore delegato di Revet Recycling S.r.l. e consigliere di amministrazione di SEI (Servizi Ecologici Integrati)Toscana.

Secondo il M5S, un problema di “incompatibilità” si pone però per l’altro membro del CdA, Leonardo Pasquini, ex assessore all’ambiente di Pontassieve. Ai sensi della legge Severino citata dai pentastellati, si parla piuttosto di inconferibilità: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della regione che conferisce l’incarico, ovvero nell’anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione (…)” non possono essere conferiti incarichi di amministratore di ente pubblico o privato in controllo pubblico di livello regionale (Art. 7 l D.dlgs 39/2013). Il Movimento si è rivolto all’Autorità Anticorruzione, come indicato dalla legge in caso di sospetto di violazioni.

Per i 5S il problema “legale”, tuttavia, si inserisce in un quadro più ampio di carenze del servizio: le tariffe aumentate – in molti casi raddoppiate -, i costi del riciclo diversi tra comuni adiacenti (come a Figline, con consti superiori a Incisa). “Il sistema è basato su una logica sbagliata, sul mito della crescita infinita dei rifiuti: invece abbiamo visto come i rifiuti in alcuni casi siano addirittura diminuiti”, spiega Samuele Segoni. Noi chiediamo, e sfidiamo per questo il Pd, una società trasparente e allo stesso tempo efficiente, che persegua l’obiettivo dei rifiuti zero, che superi il binomio inceneritore – discarica e che soprattutto sia dalla parte dei cittadini e del bene comune.”

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