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Riflessioni sul Natale, giornalisti cattolici a Santa Maria Novella Cultura

Firenze – Le due anime di Firenze sono racchiuse qui, nella Cappella Maggiore della chiesa domenicana di  Santa Maria Novella, nello splendore  degli affreschi di Domenico del Ghirlandaio che illustrano a destra le Storie di Giovanni Battista mentre a sinistra le Storie della Vergine, Giovanni che parla ai potenti, Maria “Donna nuova”. Terminati nel 1490 rappresentano la celebrazione di Florentia “città bellissima e che gode di buona salute” secondo i cronisti dell’epoca, grazie al banchiere  Giovanni Tornabuoni che ne ha finanziato l’esecuzione, è un’immagine fedele della vita delle ricche famiglie fiorentine che compaiono sulla scena, primo fra tutti lo stesso Tornabuoni e la moglie Francesca Pitti abilmente intrecciate con i momenti che scandiscono la vita del Precursore e della Vergine Maria .

Luogo simbolico anche per il ruolo della Chiesa fiorentina, è qui che 1439 si riunirono i vescovi per il Concilio di Firenze che portò alla unificazione tra  Chiesa Greca  e Romana. Nei giorni scorsi alcuni  giornalisti dell’UCSI Toscana si sono ritrovati in compagnia del loro consulente ecclesiastico Don Alessandro Andreini per un momento di riflessione sul Natale ormai imminente, mentre un altro gruppo a Livorno al Santuario di  don andreini ai giornalisti ucsiMontenero dedicato alla Madonna delle Grazie, patrona della Toscana,  ha partecipato alla S. Messa celebrata dal Vescovo Simone Giusti.    Dio sta dentro gli eventi della storia anche prima che si verifichino e questo ci insegna vie nuove. Oggi c’è il bisogno di essere cristiani con parole diverse, stili e strade diversi da quelli battuti sino ad oggi”– ha detto Don Alessandro Andreini che insegna alla Gonzaga University ed è Parroco alla Comunità di San Leolino – “Disposti a cambiare, portare una Nuova Novella questa è la sfida. Il Natale – continua Don Andreini – è sempre una provocazione è una vita nuova che dà forma alla vita vecchia. Mettere al centro il Bambino e da questo appello di Dio che soffre costruire un nuovo modo di stare al mondo”.

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