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Riforma autonomie locali: la proposta di legge supera la prova in commissione Politica

La commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana ha approvato ieri, 1 dicembre, la proposta di riforma delle autonomie locali presentata dal presidente Marco Manneschi (Idv). Il disegno di legge regionale tenta di attuare la normativa statale in materia di autonomie locali, sopprimendo ben 130 articoli del vigente Testo Unico degli Enti Locali. La proposta legislativa della commissione regionale, in sostanza, tenta di eliminare le comunità montane mediante la trasformazione in unioni di Comuni mentre, a causa dell’incertezza della normativa nazionale, non si pronuncia sul futuro delle Province. Nonostante l’astensione dei consiglieri Alberto Magnolfi (Pdl), Alessandro Antichi (Pdl) e Dario Locci (Gruppo Misto), il progetto di riforma ha ottenuto l’approvazione della commissione ed ha fissato i criteri con i quali la Regione intende affrontare la riduzione dei costi della politica mediante la riforma dell’ordinamento degli enti locali. Con la costituzione di unioni di Comuni, infatti, due o più Comuni della stessa Provincia potranno aggregarsi formando un organismo politico ed amministrativo unitario. Per ogni Comune che si aggregherà ad un altro, la Regione stanzierà un contributo di 150.000 euro per 5 anni. Ogni unione di Comuni, tuttavia, potrà ricevere al massimo un contributo di 600.000 euro annui ed accederanno ai finanziamenti regionali soltanto i Comuni che raggiungeranno i 10.000 abitanti o che si aggregheranno in una unione composta da almeno 5 Comuni. Non sono previste, invece, limitazioni nell’accesso ai contributi regionali per i Comuni fino a 1.000 abitanti. Le unioni di Comuni che nasceranno dalla riforma degli enti locali, poi, dovranno essere in grado di esercitare tutte le funzioni che i Comuni che le compongono avevano prima della fusione. Per garantire un indirizzo politico ed amministrativo unitario alle aggregazioni di enti locali, la proposta di legge regionale prevede che le unioni di Comuni siano composte da un consiglio ed una giunta. L’organo legislativo (consiglio) eserciterà le funzioni politiche ed amministrative e sarà composto dal sindaco e da due consiglieri comunali (uno di maggioranza ed uno di minoranza) di ciascuno dei Comuni associati (4 nel caso di Comuni con più di 10.000 abitanti: 2 della maggioranza e 2 della minoranza). La composizione del consiglio dell’unione di Comuni verrà regolamentata dallo Statuto dell’unione, come anche la giunta dell’unione. L’organo esecutivo sarà composto, però, da tutti i sindaci dei Comuni associati ed eleggerà al suo interno un presidente. Sempre allo Statuto dell’unione spetterà decidere se il presidente sarà eletto ogni volta fra i componenti della giunta o se verrà nominato per rotazione dei primi cittadini dei Comuni componenti l’unione.

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