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Riforma Camere di Commercio, Cna: “Effetti pesanti in Toscana” Economia

Firenze La riforma delle Camere di Commercio approvata dal Consiglio dei Ministri scatena reazioni accese nel mondo economico toscano. Fra i primi a intervenire, il presidente della CNA Toscana Valter Tamburini, che parla di “colpo al mondo delle piccole imprese” e di  “effetti particolarmente pesanti per l’economia toscana”.

Nello specifico, il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia e dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. 

Il provvedimento prevede un piano di razionalizzazione per l’auemnto dell’efficacia e la riforma della governance delle Camere di commercio. Entrando nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurrà dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione; accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. 

Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede 4 ulteriori azioni che riguardano: la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio. 

Il provvedimento introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su attività istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici.  Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio.  Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche. 

 Siamo fortemente preoccupati per il decreto legislativo di riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di Commercio, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’attuazione della riforma sulla pubblica amministrazione. Il decreto è un grave colpo al mondo delle piccole imprese: le CCIAA  hanno per il sistema economico italiano, modello di sviluppo fondato proprio sulle piccole imprese, una funzione importante che si sostanzia in interventi di sostegno alle aziende più piccole (più vulnerabili e indifese) per accedere al credito e abbassare i tassi di interesse praticati dalle banche, e anche interventi per favorire la nascita di nuove imprese – è il commento di Tamburini –  le Camere di Commercio inoltre destinano fondi per sostenere settori in crisi, aumentare gli investimenti in innovazione e valorizzare le eccellenze produttive, senza dimenticare il sostegno ai processi di internazionalizzazione che le piccole imprese non sono in grado di affrontare da sole”.

Infine il presidente della CNA Toscana ribadisce: “Il decreto di riordino del sistema camerale è una vera e propria mazzata al mondo delle pmi e dunque al reale fondamento dell’economia italiana. E gli effetti di questa riforma saranno particolarmente pesanti nella regione toscana, nella quale il sistema economico si fonda proprio su una miriade di  piccole imprese che sul territorio lavorano, creano occupazione e per il territorio producono ricchezzaStiamo parlando per il solo artigianato di 107.441 aziende, tante sono quelle iscritte all’Albo alla fine del secondo semestre di questo anno”.

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