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Riforma Bcc, Bindelli: “Effetti devastanti se venisse sospesa” Breaking news, Economia

Firenze – Ridurre i costi, recuperare redditività e mettere in atto le aggregazioni: la Riforma del credito cooperativo varata nel 2016 sta ancora affrontando ritardi e nodi complessi, mentre sullo sfondo aleggia un’ipotesi di sospensione della legge, richiesta a gran voce dalla Lega. L’ipotesi fa tremare i polsi a gran parte degli istituti di credito cooperativo per i quali la riforma è essenziale per poter ricominciare a operare con una superiore competitività. Ce ne parla Marco Bindelli, vicepresidente e Ad per i rapporti con il movimento del credito cooperativo della Bcc di Civitanova Marche e Montecorsaro.

D: La Lega ha avviato un’iniziativa parlamentare per chiedere una sospensione di 18 mesi dell’avvio della costituzione dei gruppi bancari cooperativi, assi portanti della Riforma. Se questa interruzione dovesse andare in porto, quali sarebbero le conseguenze?

R: Se l’iniziativa parlamentare della Lega, sostenuta anche da alcuni esponenti del M5S, dovesse andare in porto verrebbe bloccato l’intero processo di Riforma proprio nel momento in cui sembrava superata la fase più complessa e difficile del percorso, con effetti devastanti per l’intero sistema del credito cooperativo.

D:Come mai questo giudizio così drastico? Sia lei che la sua banca non eravate originariamente contrari alla Riforma?

R: E’ vero, noi iniziammo una battaglia in ambito regionale già alcuni anni prima del 2015, anno in cui si cominciò a parlare della Riforma, per scongiurare il pericolo che in federazione le Bcc in difficoltà decidessero per quelle sane. Poi combattemmo pubblicamente il Governo Renzi, prima ancora della pubblicazione del decreto legge di riforma, perché lo stesso Renzi ventilava l’ipotesi Crédit Agricole, ossia la perdita della licenza bancaria da parte di tutte le Bcc, che sarebbero dunque diventate semplici filiali di un’unica grande banca. Ma tale ipotesi fortunatamente è stata scongiurata nel provvedimento di Riforma.

D: Crede dunque che questa nuova normativa potrà essere proficua per il sistema cooperativo?

R: Se ben interpretata e soprattutto se tutti gli operatori riusciranno a comprendere l’importanza della governance del gruppo – ovvero della capogruppo in primis e, a seguire, di ciascuna Bcc -, la Riforma potrà contribuire al successo del credito cooperativo e al miglioramento dell’intero sistema bancario nazionale, senza escludere quello europeo, vista l’originalità della formula. Soprattutto dopo che le disposizioni attuative di Bankitalia hanno disciplinato compiutamente gli aspetti di meritocrazia della governance.

D: Che danni può creare una sua sospensione?

R: Le Bcc, proprio a causa della Riforma, sono ferme da oltre due anni, in un contesto globalizzato in cui la velocità e la capacità di adattamento diventano elementi competitivi. E soprattutto in un mondo bancario in cui si parla sempre di più di fintech, digitalizzazione, Bitcoin, immobilizzare le Bcc per altri due anni equivarrebbe a relegarle al paleolitico del sistema bancario, avvantaggiando ulteriormente le banche appartenenti al resto del sistema. I danni per territori, imprese e famiglie sarebbero ovvi e ingenti. In più, poiché nella stessa mozione parlamentare si dice che il 58% delle attuali Bcc sarebbero a rischio (un terzo ad alto e un altro quarto a medio rischio), se queste cifre fossero corrette tutti i gruppi parlamentari dovrebbero accordarsi velocemente per approvare una norma che acceleri e agevoli la partenza delle aggregazioni. In ogni caso, se questo non dovesse accadere, saremo nuovamente in trincea per evitare un rallentamento che porterebbe solo spreco di risorse e di energie per l’intero Paese.

 

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