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Riforma Enti locali: da chiarire che ne sarà delle Province Politica

Nella giornata di ieri, 3 marzo, il presidente toscano dell’Unione Province italiane (Upi Toscana), Andrea Pieroni, è intervenuto sul tema della riforma degli Enti locali. «Gli obiettivi che dobbiamo perseguire nell'interesse dei cittadini – ha dichiarato – sono la fusione dei Comuni, il dimensionamento delle Province su una scala di Area Vasta ed infine l'eliminazione della pletora di enti vari, Ato, Consorzi e agenzie». Secondo Pieroni il problema della riforma voluta dal Governo Monti e caldeggiata dall’assessore regionale Riccardo Nencini, che per essa ha pensato la legge n. 68 del 2011, è che le Province verranno relegate ad enti di secondo livello ed espressione dei Comuni. Giusto, dunque, che le Unioni di Comuni siano il cardine della riforma degli Enti locali, ma senza chiarire che fine faranno le attuali Province, il rischio è quello di creare nuovi enti intermedi. «Resta – ha spiegato infatti il presidente di Upi Toscana – la mia critica severa alla mancanza di rappresentanza democratica delle nuove Province, con una perdita secca in termini di ruolo e il rischio di uno strapotere regionale e di pochi sindaci. Sono tuttavia convinto che la strada da percorrere non possa essere quella di sostituire il vecchio assetto con uno nuovo ancora più complesso, visto che l'obiettivo è quello della semplificazione: in sostanza dobbiamo evitare che si creino nuovi enti intermedi».

Foto: met.provincia.fi.it

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