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Riforma regionale sul commercio: per Anci Toscana è “un’occasione persa” Notizie dalla toscana

Una lettera dai toni amari quella indirizzata agli assessori regionali all’Urbanistica Anna Marson, al Commercio Cristina Scaletti, e al capo di gabinetto del presidente della Regione Enrico Rossi, e firmata dal sindaco di Scandicci Simone Gheri e dal vicesindaco di Firenze Dario Nardella, rispettivamente responsabili Anci Toscana all’urbanistica e al commercio, in merito al confronto istituzionale sul pdl di riforma regionale sul commercio.
I due rappresentanti di Anci si dicono “delusi circa l’esito del percorso di confronto informale svoltosi nelle passate settimane presso la Presidenza” sulla proposta di legge regionale di modifica del testo unico del commercio (lr 28/2005) e della lr 1/2005 per ciò che riguarda l’introduzione di nuovi parametri urbanistici relativi ai procedimenti per la localizzazione della piccola, media e grande distribuzione.
Le osservazioni e le proposte presentate da Anci Toscana, lamentano i due responsabili di settore dell’Associazione, sono state, infatti, in larga parte disattese dalla Giunta regionale. “Questo confronto, a nostro avviso troppo rapido – sostiene Gheri – non è stato che un’occasione persa per la riforma del commercio. Con un percorso più costruttivo e ‘dialettico’ si sarebbe potuti arrivare a una soluzione più rispettosa del ruolo dei Comuni”. Le ripercussioni peggiori, sottolineano nella lettera Gheri e Nardella, si avranno in termini di aggravi procedimentali per gli enti. Ad esempio si prevede che, tra le altre cose, “molti regolamenti urbanistici comunali andranno quantomeno riadeguati al fine di evitare dubbi interpretativi”.
Inoltre, insistono il sindaco di Scandicci e il vicesindaco di Firenze: “Ci auguravamo che oltre a definire nuovi parametri post Svag (a seguito delle liberalizzazioni del Decreto Monti), potessimo cogliere insieme l’occasione per razionalizzare e semplificare finalmente molti altri aspetti della disciplina regionale del commercio”. Invece, secondo Gheri, “quello a cui si è approdati è un aggravio dei vincoli per i Comuni che di fatto si trovano sottoposti a un raddoppio procedimentale rispetto alla vecchia disciplina”.
In conclusione il confronto avviato e concluso dalla Regione poteva essere il punto da cui partire “per rilanciare la cooperazione istituzionale tra Regione e Comuni, asse fondamentale per i prossimi e nuovi scenari istituzionali. Purtroppo così non è stato”.

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