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Riforma della sanità toscana: le opposizioni a confronto con Rossi Politica

Firenze – La proposta del presidente della Regione, Enrico Rossi, di riformare la sanità toscana, non è certo caduta nel vuoto. Anzi: dopo le prime risposte dei consiglieri regionali Marco Carraresi (Udc), molte sono le voci che si sono levate nel dibattito sulla riduzione delle Asl e l’aumento dei ticket per quelli che il Governatore ha definito i “ricchi” della sanità toscana.

Stefano Mugnai, consigliere regionale di Forza Italia, è intervenuto nel dibattito spiegando che – a suo modo di vedere – Rossi fa leva sulla sanità per rafforzare la sua candidatura alle prossime elezioni regionali. “Il presidente Rossi immola la sanità toscana sull’altare della sua ricandidatura, andando a penalizzare un’ampia fascia di famiglie che, con le loro tasse, già contribuiscono a finanziare i servizi sanitari”, ha dichiarato Mugnai. Il rischio è quello di aumentare il ticket per prestazioni chirurgiche ed oncologiche, denuncia il consigliere regionale. Non solo i “superticket” proposti da Rossi sarebbero “ingiusti” per i cittadini toscani, ma rischierebbero di mettere in crisi la sanità pubblica, dato che con l’innalzamento dei costi delle prestazioni pubbliche sempre più persone si rivolgerebbero alla sanità privata, con la conseguenza che il sistema salute toscano avrebbe sempre meno risorse. Tassare il ceto medio, insomma, non è una soluzione. Bene, invece, secondo Mugnai, la riduzione “dell’elefantiaca struttura burocratica della sanità toscana”. Ma si tratta, ha precisato il consigliere forzista, di una proposta che l’opposizione faceva da tempo: “Oggi, a oltre due anni di distanza Rossi si accorge che la nostra proposta era ragionevole e apre all’accorpamento delle Asl. Quanti milioni avremmo risparmiato in questi anni se avessero dato seguito alla nostra mozione?”, ha concluso Mugnai.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Giovanni Santini, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Commentando la proposta del Governatore, Santini ha spiegato come sia “evidente che Rossi ogni tanto ascolta radio Renzi e si sintonizza sulla lunghezza d’onda che il premier gli manda”. Solo che Renzi e Rossi non vanno a braccetto sulla definizione di “ricchezza”, dato che per il premier la soglia per essere considerati “ricchi” è quella degli 80.000 euro l’anno e per il Governatore toscano quella di 50.000 euro l’anno.

Appoggio incondizionato a Rossi, invece, dal consigliere Gian Luca Lazzeri (Più Toscana): “La scelta di ridurre le Asl presentata dal Governatore Enrico Rossi è ineludibile e opportuna: meglio chiudere le direzioni generali delle aziende sanitarie che i servizi ai cittadini o i piccoli ospedali della Toscana”, ha dichiarato assicurando il suo appoggio alla riforma prospettata dal presidente della Regione. “Ritengo che in Consiglio regionale Rossi otterrà consenso da parti che vanno ben oltre l’attuale maggioranza. Il problema sara’ piu’ articolato invece per quanto riguarda il superticket, ma è già emersa da parte del Governatore, una chiara disponibilità al confronto”.

Enzo Brogi, consigliere regionale del Partito Democratico, ha invece ricordato che “la sanità italiana è fra le migliori del mondo e garantisce tutti, poveri e ricchi, e la Toscana è fra le prime del Paese”. Certo, c’è bisogno di ridurre gli sprechi, ma i cittadini sono stufi di tagli lineati – ha proseguito Brogi. Segno che, in fondo, la proposta di Rossi riscuote più adesioni nelle file dell’opposizione che fra quelle della maggioranza Pd.

E se la proposta dei superticket non è andata giù a molti, di maggioranza come di opposizione, Rossi avrebbe allo studio una seconda via. Ai “sì” dei consiglieri Pd (capitanati da Daniela Lastri e Marco Ruggeri), si opporrebbero infatti i “no” di Sinistra Ecologia e Libertà (Mauro Romanelli) e Comunisti Italiani (Paolo Marini). Se i tagli dovessero essere confermati da Roma, qualcosa andrebbe pur fatto. Ma Rossi, che ha presenziato ieri ad un vertice di maggioranza con i consiglieri regionali, si è detto disposto al dialogo. Pare che una possibile soluzione sia quella di recuperare fondi con il prepensionamento di dirigenti sanitari e personale amministrativo.

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