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Rifredi: “We love Arabs”, la danza che unisce arabi ed ebrei Spettacoli

Firenze – Una forma di teatro danza che non si vede spesso sulle scene fiorentine e che è stata molto apprezzata dal pubblico del Teatro di Rifredi che hanno assistito ieri 19 gennaio alla pièce “We love Arabs” presentata dal coreografo ballerino ebreo israeliano Hillel Kogan insieme con il ballerino arabo israeliano Adi Boutrous

Un piccolo capolavoro: c’è una storia, un coreografo ebreo-israeliano sofisticato, molto narcisista e molto autoreferenziale, ha in mente di creare una coreografia nella quale interagisce con un suo alter ego arabo-israeliano. Il suo approccio però a colui che occupa lo spazio altro, è del tutto paternalistico, pieno di pregiudizi sia umani che intellettuali: “Ci sono parti dello spazio che non mi appartengono, che mi rifiutano, nelle quali il mio corpo non si sente a proprio agio, e ho capito che questo spazio che mi resiste è lo spazio occupato da un arabo”, dice al pubblico nella parte in cui spiega i caratteri principali del suo progetto artistico. 

L’incontro con l’altro, con l’arabo, che cerca di assecondare le astratte visioni del coreografo con un atteggiamento fra il rassegnato e il divertito, è giocato tutto sul registro ironico, che raggiunge anche momenti di intensa comicità. Kogan: “Da quale villaggio vieni?”; Boutros: “Da Tel Aviv”. Kogan, disegnando sulla fronte dell’altro la mezza luna islamica di cui non conosce il nome : “Come si chiama il croissant che sta sulle moschee?”; Boutros: “Ma io sono cristiano”.

Due popoli dunque che convivono nello stesso spazio, ma non si conoscono. Sono fisicamente vicini, ma umanamente lontani. Ma, attenzione: nel momento stesso in cui il primo si pone il problema (il mio spazio è condiviso con un altro), si avvia un processo virtuoso che porta alla fine alla comprensione fraterna. Un processo che viene raccontato con grande efficacia dalla danza: attraverso di essa i due si liberano dei pregiudizi e scoprono ciò che li unisce. Simbolicamente, questa cultura comune è rappresentata dall’hummus, la salsa di ceci della cucina araba che in tutto il mondo è visto come il piatto nazionale di Israele. Così, alla fine, i due scendono dal palco “verso la realtà” come dice Hillel e distribuiscono al pubblico frammenti di pane arabo intinti nell’hummus: una sorta di “comunione” che sancisce la fratellanza dei due popoli.

Un’ottima scelta quella del Teatro di Rifredi di proporre questo spettacolo che da tre anni raccoglie successi in tutto il mondo. Non è facile assistere a uno spettacolo denso di impegno civile, che affronta contraddizioni e conflitti così difficili da risolvere, con strumenti artistici (testo e danza) e una capacità espressiva da attore consumato quali quelli che ha messo in scena Hillel Kogan. (Fino a sabato 21 gennaio, ore 21)

Credit Foto: Gadi Dagon

 

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