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Rifugiati: occorre il coraggio di donne e uomini liberi Opinion leader

Pistoia – Pubblichiamo un passaggio del discorso tenuto dal sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli in occasione della tradizionale cerimonia per il settantunesimo anniversario della Liberazione di Pistoia, che come ogni anno si è svolta in piazza della Resistenza.

La guerra per la mia generazione è sempre apparsa lontana – anche quando si è consumata con orrori che pensavamo non avrebbe più conosciuto l’Europa, in taluni casi vicinissima a noi, appena al di là dell’Adriatico – tanto da indurre molti a pensarla come possibile soltanto altrove, o a ritenere che potesse interessare solo altri.

È forse anche per questo che ci troviamo così impreparati quando le conseguenze delle guerre odierne, apparentemente così distanti, rompono i tranquilli confini della nostra isola di pace, incarnandosi in uomini, donne e bambini che chiedono un approdo di salvezza, in fuga da luoghi inospitali e minacciosi, in un mondo ancora per troppi vasto e terribile.

Se torniamo, dunque, ancora una volta, oggi, ad interrogare gli anni della nostra Liberazione, ci ricorderemo come anche da qui, un tempo, si scappava dalla violenza e, ben oltre la fine della guerra, si continuò a fuggire dalla miseria. E come quell’anelito di pace, di giustizia, di libertà che mosse gli uomini e le donne di allora a lottare contro la dittatura fascista, avesse anche – inevitabilmente – una dimensione internazionale.

Tale respiro, se pareva orizzonte irrinunciabile già settanta anni fa per i nostri nonni, risulta oggi, per questo nostro tempo inquieto, prima ancora che inevitabile, fondamentale e necessario.

Del resto – ce lo ricorda Zygmunt Bauman – «su un pianeta globalizzato e popolato da società forzatamente “aperte”, la sicurezza non può essere conquistata, e tanto meno garantita in modo affidabile, in un solo paese o in un gruppo di paesi: non con i propri mezzi, né indipendentemente dallo stato delle cose del resto del mondo». «Nella ragnatela dell’interdipendenza umana – prosegue Bauman – non c’è nulla che gli altri possano fare che sia certamente privo d’influenza sulle nostre prospettive, possibilità e sogni. E non c’è nulla che noi facciamo o tralasciamo di fare di cui possiamo dir con certezza che sia privo d’influenza sulle prospettive, le possibilità e i sogni di qualcun altro che non conosciamo o di cui non conosciamo l’esistenza».

Con la responsabilità ineludibile che discende dalla consapevolezza del comune destino che lega i popoli, non possiamo distogliere lo sguardo dal cammino dignitoso e pericoloso che donne, uomini, anziani e bambini stanno compiendo oggi – anche a costo della loro vita – per cercare di inverare il loro sacrosanto diritto – esattamente valido come il nostro, e quello di tutti e di chiunque – ad una vita migliore, serena e libera.

Per reagire allo smarrimento che proviamo di fronte alla crescente pressione che si va determinando sulle nostre comunità, possiamo d’istinto intraprendere la strada, apparentemente anche più facile e rassicurante, di serrarci dietro alte mura presidiate militarmente o – persino peggio – illuderci di poter confinare i nuovi migranti dietro reticolati e filo spinato, sperando – scioccamente – che tali barriere possano proteggere le nostre meschine certezze; oppure possiamo avere coraggio, essere davvero donne e uomini liberi, e lasciarci guidare dagli esempi di coloro che fondarono nuovamente il nostro Paese, volendolo libero, solidale e aperto al mondo.

Anche per questo è importante, ancora nel nostro tempo, proseguire ed approfondire gli studi e la ricerca sulle vicende di quegli anni e anche della Resistenza pistoiese – ancora non pienamente illuminata – attraverso un curioso indagare, laico e persino spregiudicato, che mai pieghi però la storia ad alcuna strumentalizzazione ideologica o politica, e che al contrario contribuisca a fondare sempre di nuovo un pensiero politico e civile sulle fondamenta solide di quell’ideale di fratellanza per l’intera famiglia degli umani che ispirò e guidò il movimento resistenziale.

Samuele Bertinelli,  Sindaco di Pistoia

 

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