energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Rigiocata la partita di calcio del 1530 Notizie dalla toscana

Firenze ha celebrato  in Santa Croce la storica partita del calcio disputata il 17 febbraio 1530. Per un giorno, a quasi 500 anni di distanza, i calcianti dei Bianchi e dei Verdi, i colori protagonisti del gioco che si vanta di essere progenitore del moderno football, hanno assunto i nomi dei soldati-atleti di allora, che lasciarono i bastioni rinforzati da Michelangelo per giocare a palla per irridere gli assedianti. Si sono cosi' rivisti il Morticino degli Antinori, Alamanno de' Pazzi, Dante da Castiglione, Caccia degli Altoviti e gli altri campioni d'epoca. Dopo la benedizione nella basilica di Santa Croce, da parte del priore Antonio di Marcantonio, e il saluto del presidente del Calcio storico, Michele Pierguidi, e del presidente delle vecche glorie, Uberto Bini, anche un processo in piazza a Malatesta Baglioni, comandante delle truppe fiorentine, accusato di alto tradimento. Mentre Francesco Ferrucci, poi ucciso gia' morente da Maramaldo, marciava contro il principe d'Orange, il Baglioni si rifiuto' di attaccare gli imperiali e giro' i cannoni contro la citta'. Il processo a Malatesta, impersonato da un suo discendente, l'imprenditore fiorentino Duccio Baglioni, e' stato celebrato dal giornalista Sandro Bennucci, in veste d'accusatore, e dal professor Alessandro Monti, docente di storia all'universita' di Pisa, avvocato difensore. Giudici Pierguidi e Bini, giurati i soldati-calcianti. Verdetto: gloria imperitura a Francesco Ferrucci, citato anche nell'inno di Mameli, confino per Malatesta a Bettona, in Umbria, dove in effetti mori' il 24 dicembre 1531. Dannazione perpetua per il vile Maramaldo.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »