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Rilancio Fortezza, presentato progetto preliminare di restauro Cronaca

Firenze – Il rilancio della Fortezza da Basso è vicino. Come dichiarato dal sindaco Nardella, che nel corso dell’apertura della 89ma edizione di Pitti Uomo ha illustrato gli interventi che saranno apportati all’edificio, sarà il 2016 l’anno dell’avvio dei lavori. Lo ha confermato stamattina l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Perra nei locali dell’Istituto Geografico Militare, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei rilievi condotti negli ultimi sei mesi che, svolti in collaborazione con l’Istituto stesso, il CNR e l’Università degli Studi di Firenze, hanno portato alla realizzazione di un progetto preliminare di restauro. “Siamo a metà del percorso – ha detto Perra – di un progetto che renderà il polo fieristico e congressuale più bello e funzionale”.

Come è noto, gli interventi interesseranno i padiglioni esistenti (il Cavaniglia verrà demolito e riedificato; gli altri subiranno interventi di rifunzionalizzazione) e l’edificazione di due nuove aree espositive, il padiglione Imperiale e il Bellavista, oltre al recupero dei camminamenti di ronda, a restauri delle mura e degli spazi esterni.

Il Comitato Scientifico, nato dalla firma del protocollo d’intesa stilato dal Comune e la Regione con i soggetti interessati, ha portato a termine i rilievi critici del caso con il supporto di metodi e tecnologie di ultima generazione, che hanno permesso di tracciare la strada del progetto di rilancio. Il piano d’indagine del gruppo di lavoro è partito dal rilievo metrico tridimensionale dell’area e ha visto integrare prove geofisiche, campionamenti e saggi materici ad analisi chimiche e indagini archeologiche.

Dai risultati è stato possibile creare un modello tridimensionale virtuale ad alta risoluzione (opera del Laboratorio GeCo dell’Università di Firenze, diretto dalla professoressa Grazia Tucci), che costituisce un ricchissimo archivio di informazioni. Gli archeologi, coordinati dal prof. Guido Vannini, hanno individuato sia le strutture superstiti della fase di impianto – secondo il modello del Sangallo – che i diversi interventi di costruzione e demolizione che nei secoli hanno interessato l’edificio voluto da Alessandro de’Medici. Alle ipotesi di ricostruzione di alcune aree con laterizi di riuso, oltre che allo studio dei materiali e del loro stato di conservazione, hanno contribuito le analisi mineralogiche, petrografiche e chimiche realizzate dal CNR in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’ateneo fiorentino.

All’interno della Fortezza, infine, sistemi georadar (Dipartimento DINFO – Unifi) hanno permesso di ispezionare il suolo in maniera non invasiva, individuando i tubi sepolti e consentendo la realizzazione di nuovi piani di impiantistica.
I risultati, base di un approccio scientifico al restauro, rappresentano la piattaforma di lancio del piano definitivo, che sarà portato a termine nei prossimi mesi. “Con questo progetto preliminare – ha concluso Perra – tracciamo la strada di un investimento da 142 milioni”. Di questi, 66 andranno ai lavori per i padiglioni Cavaniglia e Spadolini, oltre che al recupero di parte delle mura. I restanti 76 saranno invece destinati agli interventi di costruzione dei due nuovi padiglioni, alle aree esterne e al recupero di bastioni e camminamenti.

 

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