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Rimozione Concordia: i tempi si potrebbero allungare Cronaca

Nella giornata di ieri, venerdì 21 dicembre, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) ha reso noti gli esiti degli esami condotti sui campionamenti ambientali effettuati il 17 dicembre all’isola del Giglio. I test di tossicità hanno dato esito negativo e tutti i parametri misurati (compresi tensioattivi ed idrocarburi) sono risultati nelle soglie di rilevabilità analitica, ad eccezione di quello dei solventi aromatici, che è in aumento nei pressi del relitto. Lievemente alterati anche i parametri microbiologici. E mentre le rilevazioni ambientali continuano, tutto sommato, a dare risultati confortanti, proseguono le operazioni per la rimozione del relitto della Costa Concordia. Titan Salvage e Micoperi, dopo aver mezzo in sicurezza quel che resta della nave naufragata il 13 gennaio scorso, stanno lavorando nella porzione di mare che si affaccia sull’isola del Giglio. In questa fase viene costruito un sistema di ritenuta del relitto, che si spera sia capace di sostenere la nave durante il riassetto verticale. Sono otto i blocchi di ancoraggio che stanno per essere posizionati, e che si andranno ad aggiungere ai 4 già sistemati sul fondale nei pressi del relitto. Da quest’ultimo è stato rimosso anche il fumaiolo della nave, che era ancora presente sullo scafo. Questo dovrebbe permettere al consorzio italo-americano incaricato della rimozione di procedere con maggiore speditezza.

Legambiente: i tempi di rimozione si potrebbero allungare
Le trivellazioni per la preparazione dei basamenti delle piattaforme sottomarine dal lato mare proseguono e sarebbero già stati posati 200 sacchi di cemento rimuovibili sul fondale. Legambiente, però, ha denunciato che vi sarebbero state delle difficoltà nella perforazione del fondale roccioso del Giglio. Le difficoltà legate alle operazioni di rimozione del relitto hanno portato l’associazione ambientalista a chiedere maggiore chiarezza. Anche tenuto conto delle perplessità sul rispetto del cronoprogramma da parte del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, Legambiente ha perciò invitato l’Osservatorio sulla rimozione della Concordia, la Regione Toscana ed il Ministero dell’Ambiente a fare chiarezza sulle tempistiche della rimozione. Serve, secondo l’associazione ambientalista, un piano di emergenza. Le difficoltà riscontrate durante i lavori sulla Concordia, infatti, lasciano presagire che i tempi della rimozione si possano allungare, con un aggravamento delle condizioni del relitto, che potrebbe deteriorarsi sempre più. Quello che andrebbe soprattutto evitato, secondo Legambiente, è il rischio di inabissamento della Concordia e di sversamento di sostanze inquinanti.

Concluse le indagini sul naufragio del 13 gennaio: indagato anche Manrico Giampedroni
Dopo meno di un anno le indagini sul naufragio della Costa Concordia di fronte all’isola del Giglio sono terminate. Considerati i tempi della giustizia italiana, la Procura di Grosseto ha viaggiato a tempi di record. L’udienza preliminare potrebbe essere fissata dal gup maremmano fra marzo ed aprile. Non saranno presenti, almeno non come indagati, l’ufficiale di plancia Salvatore Ursino, l’ufficiale Roberto Bosio e Giacomo Parodi, componente dell’Unità di Crisi di Costa Crociere. Per loro si prospetta l’archiviazione delle accusa mosse dalla Procura di Grosseto. Se la potrebbe invece cavare con una multa da 7.000 euro circa l’ufficiale Andrea Bongiovanni, che avrebbe spiegato alla Capitaneria di Porto che la nave aveva avuto un black out. È stato invece inserito fra gli indagati Manrico Giampedroni, considerato uno degli eroi del naufragio del 13 gennaio. Nei suoi confronti la Procura maremmana ipotizza un’omessa attivazione dell’evacuazione delle cabine e delle aree passeggeri. Per il cartografo di bordo, Simone Canessa, l’accusa è invece di aver fornito informazioni errate all’Ufficio marittimo di Porto Santo Stefano (Grosseto). Roberto Ferrarini è accusato di aver avvertito in ritardo Manfred Ursprunger e Giacomo Parodi, del’Unità di Crisi di Costa Crociere, nonché la Capitaneria di Porto. Lo stesso Manfred Ursprunger, Silvia Coronica ed il secondo di Schettino, Ciro Ambrosio, risultano fra gli indagati. Come ovvio, però, le accuse principali sono state mosse contro l’ex capitano della Concordia. Francesco Schettino è accusato di aver usato una carta nautica inadeguata per tracciare la rotta, si non aver messo per iscritto i suoi ordini, di non aver rafforzato la guardia durante la navigazione notturna, di non aver organizzato adeguatamente il servizio di vedetta, di non aver messo a confronto la bussola magnetica con il girobussola, di non aver caricato il segnale Delta-x-Ray, di non aver isolato i compartimenti stagni e di aver dato al timoniere ordini sulla rotta da seguire senza precisare la velocità di accostata. Lo stesso timoniere indonesiano è ancora ricercato dall’Interpool e figura fra gli indagati. Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche emergono, intanto, nuovi particolari sulla vicenda Concordia. Sembrerebbe, da alcune chiamate di Roberto Ferrarini, che Costa Crociere e Capitaneria di Porto si fossero accordati per chiudere un occhio sui malfunzionamenti del Vdr della Concordia.

Foto di Franca Marcheselli

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