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Rimozione Concordia: pronti i cassoni per la rimessa in galleggiamento Cronaca

Nella giornata di oggi, venerdì 23 novembre, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana ha reso noti i risultati delle analisi sui campioni prelevati nei pressi della Costa Concordia il 19 novembre. Secondo gli esami svolti da Arpat, i test di tossicità hanno dato esito negativo ed idrocarburi e tensioattivi sono completamente assenti dai campioni. Presente, invece, una lieve traccia di solventi aromatici, mentre sarebbero tutti nella norma anche gli altri valori rilevabili dagli esami. Lievemente alterati, infine, i parametri biologici. Ma oltre a far preoccupare per il pericolo che rappresenta per l’ambiente marino dell’isola del Giglio, il relitto della Concordia continua a far parlare di sé per il lavoro che si porta dietro. A Sestri Ponente (Genova), la costruzione dei cassoni che serviranno alle due ditte incaricate della rimozione, la Titan Salvage e la Micoperi, per rimettere in galleggiamento il relitto, è praticamente terminata. Il lavoro è stato portato a termine a tempi di record e con risultati qualitativamente ottimi da parte degli operai di Fincantieri. Questi, però, rischiano di trovarsi senza lavoro, proprio a causa della loro bravura. Attualmente nello stabilimento di Sestri sono impegnati circa 250 addetti nella costruzione di una chiatta semisommergibile, che potrebbero arrivare a 300 operai nel mese di dicembre. E se in Liguria è ormai pressoché terminato il lavoro per la costruzione dei cassoni utili per rimettere in assetto di navigazione la nave naufragata il 13 gennaio, a Piombino (Livorno), si spera di potersi davvero assicurare lo smantellamento della Concordia. «Stiamo lavorando – ha spiegato nella giornata odierna il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi – con il presidente dell'Autorità portuale per accogliere la Concordia qui a Piombino, come sostenuto anche dal presidente Rossi». «Questo – ha proseguito – può aiutare ad accelerare il rilancio del porto e dell'economia della città, con la possibilità di avere anche rottame siderurgico a filiera corta». 

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