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Rimozione della Concordia, Bonelli: “Occorrono interventi urgenti più rapidi” Ambiente

Rimuovere il relitto in 7-10 mesi significa assistere al disastro, considerato che la nave rilascia in mare da giorni inquinanti e rifiuti. "La rimozione del relitto della Costa Concordia dall'isola del Giglio non è una normale pratica burocratica. Abbiamo l'impressione che si stia sottovalutando l'enorme danno ambientale, turistico ed economico che ci sarà se la nave restera nella posizione in cui e ora per piu di un anno". Queste le preoccupazioni e la reazione del presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, alla tempistica di 7-10 mesi di cui ha parlato ieri il commissario per l'emergenza Franco Gabrielli, per rimuovere la nave da crociera Costa Concordia naufragata al Giglio 17 giorni fa. Manifestando  tutto il suo sconcerto, Bonelli non comprende perchè per far partire le operazioni di rimozione del relitto si sta aspettando il progetto della Costa Crociere, i bandi e gli appalti che la società armatrice deve ancora ultimare. Secondo Bonelli l'iter che si sta seguendo allungherà i tempi di almeno 3 mesi. Sono tempi eccessivi considerato il fatto che l'inquinamento è già in atto ed oli, solventi e altri inquinanti che la nave sta rilasciando in mareda giorni provocheranno un disastro ecologico in un arco di tempo così lungo. La soluzione proposta da Bonnelli è che il governo "si sostituisca all'armatore e provveda immediatamente ad organizzare e ad eseguire la rimozione del relitto attraverso procedure d'urgenza e poi presenti il conto a Costa Crociere. Bonelli conclude con una riflessione sull'operato della Protezione civile: "E' assurdo che la Protezione civile che, negli ultimi anni, si è attivata con procedure d'urgenza per questioni che non presentavano nessun profilo emergenziale come i Grandi eventi, ora intenda trattare l'emergenza ambientale dell'Isola del Giglio come una normale pratica burocratica".

L’intervento sulla nave Concordia è articolato in un piano di recupero del carburante approvato e in corso di attuazione,  e in un piano per la rimozione del relitto ancora in via di definizione. Il piano di recupero del carburante è caratterizzato da intervento tecnici sulla nave e interventi di prevenzione e difesa dell’inquinamento sia a terra sia in mare. Le condizioni meteo-marine avverse hanno determinato interruzioni e rinvio delle operazioni preliminari al pompaggio (defueling) dai serbatoi.

Piano rifiuti consegnato, ma parziale: ancora da definire procedure per inquinanti a bordo
Stamattina, nella riunione del Comitato tecnico-scientifico sull'emergenza della Costa Concordia, informa la struttura del commissario per l'emergenza Franco Gabrielli, i referenti della società armatrice Costa Crociere hanno presentato l'attesissimo piano per lo smaltimento dei materiali e prodotti che si trovano a bordo della nave. Relativamente al materiale galleggiante ed ingombrante proveniente dalla nave, come arredi e suppellettili, che già le ultime mareggiate hanno strappato alla nave semisommersa (30 gennaio interventi Castalia: Concordia, fermo il defueling. Si prepara il Comitato dei gigliesi), il piano sarà operativo già a partire da domani. Il pontone Marzotto è diretto da Livorno al Giglio, dove provvederà al recupero del materiale e al suo trasferimento a Talamone, luogo individuato dalla Costa Crociere per stazionare questi materiali.
Ma le procedure per attuare il piano rifiuti che si occupa dei materiali a bordo del relitto più difficilmente recuperabili e smaltibili, tra cui ci sono oltre 4.800 chili di detergenti (di cui 4.000 detergenti quasi interamente biodegradabili), quasi 4.400 litri di olii alimentari, circa 2.300 batterie per fotocamere e 90 unità di sviluppo fotografico, non sono del tutto definite, bensì saranno discusse in una riunione congiunta convocata per mercoledì 1° febbraio dal Commissario delegato, Franco Gabrielli, con il comitato tecnico-scientifico, il comitato consultivo e i due soggetti attuatori fino a oggi individuati.

Il dpcm del 20 gennaio 2012 dichiara lo stato di emergenza nel territorio dell’Isola del Giglio dove è avvenuto l’incidente della nave Costa Concordia e l’opcm n. 3998 del 20 gennaio 2012 nomina il capo Dipartimento della Protezione civile commissario delegato. I provvedimenti sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale n 21 del 26 gennaio 2012 (ll dossier Incidente della Concordia sul sito istituzionale della Protezione civile).

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