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Rimozione relitto Concordia: piano operativo e avvio lavori entro marzo Cronaca

Costa Crociere, informa una nota della compagnia armatrice,  entro la fine di marzo presenterà un piano per la rimozione della nave da crociera Concordia dal mare di fronte al Porto dell'Isola del Giglio (Parco nazionale dell'Arcipelago toscano), in corrispondenza della Punta Gabbianara, dove si trova semisommersa dal sera del 13 gennaio, giorno del tragico naufragio. L'ultimo bilancio umano del disastro è di 17 persone trovate a bordo della nave e identificate, e 15 persone disperse. "Costa Crociere ha indetto un appalto – informa la nota – , convocando 10 società in tutto il mondo, per la presentazione di un piano operativo per la rimozione intera dello scafo di Costa Concordia". L'invito a presentare il piano operativo è stato rivolto a Smit Salvage BV, Svitzer Salvage BV, Mammoet Salvage BV, Titan Salvage, Resolve Marine Group Inc., T&T Marine Salvage Inc., Donjon Marine Inc., Tito Neri srl., Fukada Salvage & Marine Works Co. Ltd., The Nippon Salvage Co Ltd, indicate dalla società come "le maggiori e più esperte società al mondo, in grado di eseguire l'operazione nel minor tempo possibile, garantendo la massima sicurezza e il minor impatto ambientale".
Si è capito fin da subito che la rimozione del colosso navale dal fondale, per quanto non prodondissimo dove la nave si è arenata e adagiata su un fianco,  che portava a bordo più di 4.200 persone, sarebbe stata una cosa tutt'altro che facile. La compagnia navale con la sua unità di crisi, attivata la notte del naufragio è impegnata nelle operazioni di defueling (estrazione del carburante), che ha affidato alla joint venture "Smit Salvage (olandese) e Neri (Livorno)", con il piano smaltimento dei rifiuti (prodotti inquinanti e oggetti a bordo del relitto che si stano disperdendo in mare), e con il piano di rimozione del relitto.
La fine di marzo come scadenza entro cui presentare il piano e farlo partire è un tempo che può sembrare ragionevole, che Costa Crociere definisce come "il migliore possibile, data la complessità dell'operazione", ma la società armatrice non esclude slittamenti.
L'emergenza procurata dal naufragio è stata continua anche dopo i soccorsi di salvataggio durante il naufragio, a partire dalla ricerca dei dispersi e dalla precarietà dell'equilibro del relitto a rischio di inabissamento (poi scongiurato, dopo gli accertamenti tecnico-scientifici sulla posizione della nave), alle operazioni preliminari all'estrazione del carburante dai 16 serbatoi (oltre 2400 tonnellate), interrotte per il maltempo, e di raccolta in mare di inquinanti, arredi ecc. rilasciati dal relitto. Una corsa contro il tempo per la ricerca dei dispersi e per evitare il disastro ecologico-ambientale e paesaggistico, al quale conseguirebbe un immediato danneggiamento economico del turismo nell'isola.
"Costa Crociere sta lavorando – continua la nota – con massimo impegno e velocità" al piano della rimozione della nave, riconoscendo che esso "rappresenta una priorità per la salvaguardia dell'ambiente e delle attività turistiche dell'Isola del Giglio". La società armatrice ha istituito un Comitato tecnico "composto da rappresentanti di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, Fincantieri, Rina ed esperti del settore, anche in ambito accademico, che opererà per la migliore definizione del piano, in coordinamento con le Autorità competenti".

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