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Rimpasto di giunta, Petretto al bilancio e Givone alla cultura Politica

Dunque, dopo aver fatto fuori anche il sesto assessore (su dieci della squadra originale, è un bel record) Matteo il Giovane sindaco di Firenze si prepara a calare gli assi. Quasi a voler zittire, con il prestigio dei "sostituti", quelle poco benevole voci che sussurrano, al sesto assessore "scomparso", sulla pericolosità, per chi lavora nella squadra, del sistema renziano.  Così, dopo la pistelliana (e prima caduta) Barbara Cavandoli, assessore allo sport, Cristina Scaletti IdV, assessore all’ambiente  e promossa in Regione (il che diede modo a Renzi di liberarsi da scomodi dipietristi),  Angelo Falchetti, assessore alle atività produttive diventato presidente di Mercafir e di conseguenza "allontanato" da Palazzo Vecchio, Elisabetta Cianfanelli, socialista, assessore alle varie ed eventuali, che ammise candidamente di non aver neppure saputo del ritiro delle deleghe, figurarsi del perchè, Giuliano da Empoli, che lasciò per proseguire i suoi studi e recarsi in Usa (attuale presidente del Gabinetto Vieusseux), è la volta di Claudio Fantoni, provenienza staff di Daniela Lastri, diretto e chiaro nelle motivazioni dell'abbandono: divergenze sulle "procedure e le azioni da mettere in atto relative alla gestione economico/finanziaria dell’ente" e ambizioni personali "ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia al servizio della città e non che la città sia a servizio e uno strumento utile al perseguimento di ambizioni personali". 

Allora, dopo il terremoto, altro giro di valzer. Dopo le "dimissioni irrevocabili" dell'ex assessore al Bilancio Fantoni, giunge l'economista Alessandro Petretto, professore ordinario di economia pubblica presso la Facoltà di Economia di Firenze. Nome prestigioso, competenza "provata", qualcuno insomma che  è molto difficile discutere, almeno sulle ipotesi. Chissà come si troverà, a confrontarsi col sindaco  sui dati delle "divergenze sulle conseguenze di una possibile violazione del patto di stabilità», che hanno "costretto" il suo successore a tornare a fare, magari da cassintegrato, il corista al Maggio.  E, tanto che c'era, Renzi ha anche sistemato la questione della Cultura, di cui deteneva la delega dall'abbandono di Giuliano da Empoli, che però ritroviamo, dopo gli Stati Uniti e la ripresa delle sue attività di studio, presidente del Gabinetto Viesseux: un altro nome di prestigio, il filosofo Sergio Givone, professore ordinario di estetica alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze.

Ma il rimpasto conseguente alle dimissioni di Fantoni è un'onda lunga che percorre altre deleghe, altri "fedelissimi" di Renzi. Fra le guardie svizzere del sindaco, l'assessore al Welfare Stefania Saccardi, già titolare delle deleghe alle Politiche del Lavoro e Cooperazione Internazionale avrà la delega alla Casa. Mentre la delega al personale si distacca dal pacchetto Saccardi e si aggiunge al "bagaglio" dell'assessore all'urbanistica Elisabetta Meucci. 

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