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Rinasce Firenze, Nardella: “Stop alla cultura della rendita passiva e improduttiva” Breaking news, Cronaca

Firenze – Firenze deve rinascere, e Rinasce Firenze è il nome del piano che il sindaco Dario Nardella ha illustrato oggi, nel Salone dei 500 in Palazzo Vecchio. Un piano che tocca svariati temi, sollecitando la risposta delle forze cittadine, ma che lancia anche un appello al mondo. Con una consapevolezza che è diventata, in questi mesi, granitica; vale a dire che “in buona sostanza, l’epidemia sanitaria si sta trasformando in un’epidemia sociale, economica e lavorativa”, come sottolinea il sindaco. Una crisi che induce l’amministrazione comunale ad avviare nei prossimi giorni una campagna internazionale, aperta alla collaborazione di tutti, di ricerca di fondi a livello internazionale. “Un “Fondo per la Rinascita” che aiuterà la nostra città a sostenere i settori culturali, economici, educativi e turistici – spiega Nardella –  ispirato alla chiamata alle arti di Carlo Ludovico Ragghianti, lanciata all’indomani dell’alluvione del ’66, quando il noto storico dell’arte invitò tutto il mondo ad aiutare Firenze a risollevarsi dichiarando “Abbiamo bisogno di tutti”. Un grido che fece il giro del mondo e fu di impulso ad una generosità diffusa verso la nostra città, aiutando Firenze, capitale globale delle arti, a rivedere la luce dopo il fango”.

Numeri – Sono i numeri che il sindaco snocciola, a dar l’idea di ciò che è e sarà la pandemia per Firenze. Numeri implacabili, come dice Nardella: “Più di 6 miliardi di euro di danni all’export, un miliardo di euro nel solo settore del turismo, 200 milioni di euro di disavanzo stimato nelle casse del Comune. La Camera di commercio di Firenze ha calcolato che nello scenario più ottimistico, partendo da una prospettiva di Pil in flessione del 9,4% e un calo dei consumi del 6%, si raggiungerà quest’anno una perdita in valore di oltre 1,2 miliardi per le quasi 18mila imprese del settore commerciale nella Città metropolitana”.
Se i numeri dell’economia sono implacabili, ecco il costo sociale, ad ora calcolabile solo in minima parte: 7000 buoni spesa a persone e famiglie in crisi, 3500 domande da famiglie e persone in difficoltà per la domanda del bando contributo agli affitti, un disagio allargato che trova prova nell’ultimo sondaggio condotto dal Comune di Firenze, come ricorda il sindaco, da cui è emerso che “il 77% dei fiorentini si dichiara preoccupato per la situazione economica, il 68% crede che si tornerà alla situazione pre-covid19, ma solo dopo molto tempo, mentre un fiorentino su 4 non ha intenzione di tornare in futuro a mangiare in un ristorante e uno su due pensa di andarci meno di prima”.

Di fronte a questo, occorre una trasformazione, dice Nardella, ovvero la capacità di “pensare e realizzare un nuovo modello di sviluppo sociale ed economico della città che tenga insieme le vocazioni più tipicamente culturali, artistiche, turistiche, industriali e manifatturiere con nuove o rinnovate funzioni verso un profilo marcato di smart city, all’interno del quale botteghe artigiane, filiere biotecnologiche, moderna capacità imprenditoriale, infrastrutture di collegamento e di sostegno alle imprese, spazi per formazione professionale e per la ricerca, universitaria e post universitaria, turismo selezionato e ad alta tecnologia possano convivere ad alimentarsi gli uni con gli altri.”

Ed ecco alcuni passaggi.

Sostenibilità e innovazione – “La Firenze del futuro dovrà infatti essere sempre più intelligente, inclusiva, verde. Il connubio tra sostenibilità e innovazione in tempi di pandemia ha reso ancora più evidente la necessità di indirizzare la nostra azione di rigenerazione urbana verso una Città 4.0 nella quale infrastrutture digitali e fisiche si alimentano reciprocamente traendo conoscenza una dall’altra, grazie all’utilizzo di dati e sensori”. Una transizione anche tecnologica, che metta in piedi la “trasformazione ambientale del nostro spazio urbano, con un’accelerazione senza precedenti della transizione energetica, dell’introduzione di modelli di lavoro e produttivi sostenibili e della creazione di nuove professioni legate all’ecologia. Firenze può assolutamente diventare uno dei migliori esempi a livello europeo di unione tra biodiversità e sviluppo”.

Rendita e turismo – Se dal passato proviene un insegnamento per il futuro, fra i nodi di ciò che ha mostrato la corda sotto l’impatto del covid, il sindaco individua “la fragilità del modello di sviluppo turistico portato avanti nel corso degli anni e dell’economia cittadina che su di esso si è creata. Per questo diventa indispensabile individuare nuovi modelli di gestione dei flussi turistici favorendo un turismo meno fugace, più consapevole, responsabile e sostenibile basato su un rinnovato patto di convivenza tra il mondo turistico e la città”. Obiettivo comune, dichiara Nardella, “dovrà essere ora più che mai, quello di contrastare la cultura della rendita passiva e improduttiva, che è entrata lentamente e inesorabilmente nelle pieghe della nostra comunità cittadina, soppiantando quella diversa cultura del lavoro e della produzione su cui si è sempre fondata la nostra città. Lavoro, produzione e innovazione, dovranno essere le tre parole d’ordine della rinascita di questa grande città, non solo dal punto di vista operativo e organizzativo, ma anche dal punto di vista etico e culturale”.

Cittadinanza attiva –   L’importanza di “gettare oggi le basi per un laboratorio di innovazione sociale che, partendo dalla partecipazione e condivisione con i cittadini, offra la possibilità di contribuire con idee e proposte alla rinascita di Firenze, favorendo la maturazione di uno spirito di cittadinanza attiva, creando un team che abbia come obiettivo la raccolta dei finanziamenti europei e la riforma dei processi della PA”, è uno dei punti illustrati da Nardella.

Eventi sportivi internazionali – Carattere decisivo, secondo quanto spiegato dal sindaco, avrà la capacità di “attrarre nella Città i grandi eventi sportivi internazionali, come nuove ed ambiziose sfide di sviluppo e di rilancio, ad esempio a partire dalla collaborazione già avviata con l’Emilia Romagna per le Olimpiadi 2032 e con la candidatura congiunta per ospitare la tappa iniziale del Tour de France”.

Il documento RinasceFirenze individua 9 aree tematiche, aggregando, in un’ottica di razionalizzazione, più settori di competenza dell’Amministrazione i cui specifici Piani sono in corso di redazione.  Le Aree Tematiche sono:

Città policentrica
Un Centro storico nuovo
Vivere gli spazi urbani
Mobilità green
Sviluppo dell’economia cittadina
Cultura diffusa
Bambini e famiglie al centro
Cura della persona: Welfare, Casa, Lavoro
Una città sempre più intelligente

“Il risultato di questo lavoro – si avvia alla conclusione del discorso  il sindaco – cari amici e cari ospiti, è un documento aperto al contributo di tutti, che da oggi si offre alla discussione. Potete regalare un’idea alla città inserendo le vostre proposte in un apposito format che trovare su www.comune.fi.it/rinascefirenze“. Ringraiameni finali non solo alla squadra di governo cittadino, ma anche alla task force di cui si avvale il sindaco in questi tempi confusi: Marco Carrai, Luigi Dei e Andrea Simoncini, Leonardo Bassilichi, Luigi Salvadori e Gabriele Gori, Lucia Aleotti, Paolo Barberis, Fabrizio Landi e Alessandro Petretto, Letizia Mencarini e Fabio Pammolli.

 

 

 

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