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Rinascono gli Artigianelli, cuore pulsante di San Frediano Cronaca

Lo storico complesso degli Artigianelli, in pieno Borgo San Frediano, a Firenze, di proprietà ecclesiastica, torna a vivere grazie agli interventi di ristrutturazione portati avanti con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Questa mattina, alla presenza del Cardinale Arcivescovo Giuseppe Betori, e del Sindaco Matteo Renzi, giunto quasi al termine della cerimonia, si è provveduto alla presentazione del progetto di recupero del complesso  e  all’inaugurazione dell'Atelier degli Artigianelli.  Il recupero dell’intera struttura parte con l’assegnazione di ben sei nuovi appartamenti, ad altrettanti nuclei familiari con figli, a cui farà seguito – sempre che l’Ente CRF sostenga tutte le spese – il recupero di altri locali, quali il vecchio ospizio, chiuso dal 2007, destinato ad ospitare un museo, piccola foresteria, e mini appartamenti per persone sole o coppie, e il teatro-cinema. Oggi il Cardinale ha consegnato personalmente le chiavi alle famiglie, sottolineando come questo sostegno abitativo sia primario per la rivitalizzazione non solo del complesso, ma dell’intero quartiere. Ma non solo, essendo l’Oltrarno storico luogo di scambio di saperi inerenti i mestieri d'arte, ecco che l’Artigianelli può diventare, come ha iniziato a fare, “contenitore” di botteghe artigiane, ristudiando gli spazi secondo le necessità di ciascun settore, dall'oreficeria al vetro, dal cuoio al marmo. Nel 1978 erano presenti ben 19 laboratori artigiani. Nel Novecento l’intero complesso architettonico fu destinato al ricovero, all’insegnamento dell’educazione civile e religiosa e all’avviamento ad un mestiere di tutti gli orfanelli poveri provenienti da famiglie disagiate e bisognose della città. A partire dagli anni Cinquanta, nel clima della ricostruzione post-bellica, la figura di Mons. Bruno Panerai fu decisamente importante per le sorti future del complesso. Dal 2002 è presidente del complesso don Gianfranco Rolfi, che molto si è speso in prima persona per farlo ritornare  una realtà viva e culturalmente stimolante. Oggi è stato gettato il primo seme, con la speranza che possa germogliare presto, con il pieno e totale recupero, per il bene non solo dell’Istituto, ma dell’intero quartiere e della stessa città.

 

Franco Mariani

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