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Rincari bollette e più rischio sfratti, gli aumenti che rubano la vita Breaking news, Economia

Firenze – Crescono le bollette e a ricaduta il rischio di non riuscire a pagare l’affitto. Di stare senza luce, acqua, gas per scaldarsi. e per assurdo, se anche qualcuno spinto dal bisogno decidesse di fare a meno d tutto questo, ecco, no riuscirebbe mai a fare “zero”, perchè i costi fissi rimangono. I cittadini devono così far fronte ogni giorno a rincari sulle spese per l’energia, per le utenze in generale, per gli oneri condominiali. Il tutto si aggiunge al livello degli affitti sempre altissimi e non in linea con i redditi di pensionati e lavoratori.

Numeri impietosi, quelli sciorinati  da Federconsumatori, Cgil e Sunia Toscana, secondo le cui stime ammonta a 312 euro la ricaduta che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del +19%. Ulteriori rincari riguardano i carburanti, i prodotti alimentari (soprattutto pane e pasta, a questo proposito vedi https://www.stamptoscana.it/farine-costi-in-rialzo-fino-all81-assopanificatori-chiede-inchiesta-parlamentare/) e in generale i costi di beni e servizi, i cui prezzi sono destinati a salire sull’onda della crescita dei costi di produzione e di trasporto. “Le persone possono smettere discaldarsi e lavarsi per contenere i costi – spiega Laura Grandi, segretaria Sunia Toscana – ma non di pagare quelle spese fisse che non si possono evitare. I rincari e i costi del vivere, fra cui quelli della casa, stanno privando di una parte essenziale di reddito la vita delle persone”.

“Intanto, non crediamo che la politica non possa fare diversamente dal continuare a lasciare che una parte importante degli stipendi di lavoratori, precari, pensionati debbano essere falcidiati dagli aumenti dei costi di beni essenziali come il gas per scaldarsi, il trasporto per andare a lavorare, l’acqua per bere – spiega Maurizio Brotini, della direzione regionale Cgil –  aumentano le materie prime? Purtroppo è vero, però noi dobbiamo rovesciare il ragionamento, chiamando la politica ad assumersi le proprie responsabilità, soprattutto chi governa. Il meccanismo è che nelle tariffe tutto si carica sulla bolletta, ed è uno dei sistemi più antiprogressivi che esista, dal momento che oltre al consumo, nella bolletta sono ricompresi tutti i costi, compresi gli investimenti. Si arriva al paradosso che, anche azzerando la bolletta, si continuano a pagare gli oneri, senza tenere conto della dimensione sociale del bisogno, caricando il lavoratore, il precario, il pensionato di un’incidenza sul proprio reddito che diventa insostenibile. Rovesciamo la cosa, rendendo veramente progressiva da un lato la fiscalità generale, ma dall’altro partendo dai bisogni primari che sono il diritto a bere e a lavarsi, a scaldarsi, a usufuire dell’elettricità, diritti altrettanto fondamentali come quello alla sanità o all’istruzione. Con uno stipendio medio, a voler essere generosi 1400 euro al mese, si paga un affitto altissimo e il resto va in bollette. Quindi progressività anche nel costo dei consumi. La politica deve assumersi le proprie responsabilità”.

Una vera e propria emergenza dunque, cui è urgente porre un freno: per questo Cgil, Sunia e Federconsumatori della Toscana fanno appello ai parlamentari della Toscana perché richiedano al Governo misure urgenti destinate da un lato a contenere i costi, dall’altro a proteggere i nuclei più vulnerabili e garantire loro un adeguato accesso alle risorse energetiche. In Toscana si presume che siano 100.000 le famiglie che potrebbero essere colpite in maniera pericolosa da questa crisi e 80000 potrebbero essere le famiglie Toscane che rischiano invece di non riuscire ad affrontare tali spese, con alto rischio di morosità e sfratti.

Per calmierare i costi dell’energia è indispensabile agire sul fronte della tassazione, attraverso l’adozione di misure più determinate in direzione della riforma di oneri di sistema e accise, eliminando in primis l’applicazione dell’Iva su altre tasse e spostando alcune componenti sulla fiscalità generale (a partire dagli incentivi per le fonti rinnovabili). Per frenare il rischio degli sfratti, sarà necessario mettere mano alla legge sulle locazioni, ormai non più adeguata alla situazione sociale del paese.“Non si può e non si deve frenare la transizione ecologica – conclude la nota di Cgil, Sunia e Federconsumatori – ma bisogna fare ogni sforzo affinché avvenga in maniera sostenibile per i nuclei più fragili e non aggravi il fenomeno della povertà energetica già molto diffuso nel nostro Paese”.

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