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Rinnovo contratti PA, tutti i sindacati: non è “intepretabile”, subito tavolo contrattuale Cronaca

Roma – “Le prime indiscrezioni sullo stanziamento necessario al rinnovo dei contratti pubblici, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale (sui contratti dei dipendendi pubblici fermi da 6 anni), indicano una cifra compresa tra 1,2 e 1,6 miliardi, ipotizzando – denuncia il sindacato ‘Unione dei Lavoratori della Publica Amministrazione (Uilpa) – anche un tentativo al ribasso che attesterebbe la cifra su un valore di circa un miliardo”.  “Il Governo sappia”, ha  detto segretario generale Turco,  “che noi siederemo ai tavoli per il rinnovo del contratto e non consentiremo a nessuno di giocare al ribasso su una partita così delicata”. Sul piede di guerra anche FP CGIL, CISL FP, UIL FPL che, insieme a UILPA, chiedono “Subito un tavolo contrattuale“. E danno appuntamento in piazza il 29 luglio contro lo scippo alla produttività dei dipendenti ministeriali.

Da una prima valutazione delle motivazioni della sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti nella Pa, rivendichiamo l’apertura immediata del tavolo di contrattazione per il rinnovo dei contratti pubblici”. Così i segretari generali di Fp Cgil (Rossana Dettori), Cisl Fp (Giovanni Faverin), Uil Fpl (Giovanni Torluccio) e Uilpa (Nicola Turco) sulle motivazioni della sentenza dell’Alta corte.

“Il blocco di sei anni “non è più tollerabile” – spiegano le 4 sigle sindacali in una nota congiunta – , per usare le stesse parole della Consulta, e rivendichiamo il pieno diritto al contratto, anche e soprattutto per il ruolo che autorevolmente la Corte ci riconosce. Quest’ultima ha infatti scritto nel suo dispositivo che il blocco ‘sistematico’ della contrattazione sconfina in un “bilanciamento irragionevole” tra libertà sindacale ed esigenze di controllo della spesa. La Corte, con parole nette e chiare, scrive che “il sacrificio del diritto fondamentale tutelato dall’art. 39 Cost non è più tollerabile“. Noi lo diciamo da tempo mentre il governo ha irresponsabilmente aspettato che si pronunciasse la Corte. Tutti temi che porremo con forza al centro mercoledì 29 luglio in occasione della manifestazione nazionale per il rinnovo dei contratti e per una vera riforma della Pa”, concludono.

Il segretario generale della UILPA Nicola Turco nei giorni scorsi ha commenato le indiscrezioni sul budget per il rinnovo dei contratti dei dipendendi della PA: “ Sul rinnovo dei contratti nella P.A. si danno i numeri al lotto. Uno strano Paese, il nostro, dove anche i costi degli interventi seguono il criterio dell’opportunità e della convenienza politica”.  “Il giudizio della Consulta è stato condizionato in modo inequivocabile dalle indicazioni dell’Avvocatura generale dello Stato – ha aggiunto Turco – , secondo la quale l’eventuale cancellazione del blocco dei contratti “ex tunc”  avrebbe pesato sul bilancio dello Stato per circa 35 miliardi di euro, dunque 7 miliardi l’anno. Invece ora, essendo mutata la finalità della stima, il Governo intende  mercanteggiare per ridurre al minimo il costo del rinnovo contrattuale”.
“E’ più che lecito interrogarsi sulle motivazioni di tali diversità di valori”, ha concluso il segretario generale UILPA-  “Il costo del contratto è unico, non può essere “interpretato” a seconda della convenienza del momento!”.

FP-CGIL, CISL-FP, UILPA sui contratti dei ministeriali: il Governo scippa i soldi della produttività dei dipendenti ministeriali. “Inaudito. Il 29 luglio in piazza,a Palazzo Vidoni, davanti al Ministero della Funzione Pubblica per dire: ripristinare immediatamente le risorse o andremo avanti anche a Ferragosto.  Scriveremo a tutti i ministri e i capigruppo di Camera e Senato chiedendo un incontro immediato“.

“Un vero e proprio scippo ai danni dei lavoratori e dei servizi ai cittadini. Nel disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato sono sparite le risorse contrattuali per i lavoratori dei ministeri che servono a retribuire la produttività. Risorse stanziate ogni anno, per finanziare il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e l’ampliamento dell’offerta di servizi. Ma anche l’allungamento dei turni di lavoro e i festivi”. Sono Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turcosegretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa – a denunciare quello che a tutta l’aria di un gioco di prestigio dell’esecutivo. “Trucco che affosserebbe definitivamente – spiegano in una nota conngiunta – la fiducia degli stessi lavoratori nello Stato, e soprattutto servizi strategici per il Paese: beni culturali, tribunali, prefetture, sicurezza del lavoro”.

“E’ la prima volta nella storia della Repubblica – prosegue la nota – che il governo, non solo tiene ancora bloccati i contratti fermi da 6 anni, ma mette le mani nelle tasche dei lavoratori, scippando risorse contrattuali per 80 milioni di euro” rimarcano i segretari delle tre federazioni. “Chiediamo al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’immediata restituzione dei soldi dei lavoratori, ripristinando lo stanziamento nel ddl di assestamento per l’anno 2015 attualmente in discussione in Senato”.

“Altro che riforma epocale della pubblica amministrazione. Con questo sistema si bloccano i servizi. Spiegheremo a Ministri e capigruppo di Camera e Senato il danno che si farebbe ai cittadini tagliando le retribuzioni dei lavoratori pubblici”, annunciano Dettori, Faverin e Turco.  “Il 29 luglio porteremo in piazza anche queste ragioni”.

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