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Rio 2016, per la toscana Rachele Bruni una dedica che entra nella storia Sport

 

Firenze – Olimpiadi segnate dal romanticismo tra numerose dediche dal respiro ampio, a dir poco universale sui diritti dell’uomo. Inoltre sono almeno 49 gli atleti che si sono dichiarati LGBT alle Olimpiadi di Rio, abbattendo così un muro di silenzio che durava da tanto tempo. Discipline sportive, tutte ugualmente nobili, hanno celato per anni l’aspetto sentimentale che pure esiste all’ombra del podio in tutti quei giorni e nell’esistenza di chi compie innumerevoli sacrifici per primeggiare nel proprio sport.
 
La nuotatrice di fondo Rachele Bruni ha dedicato alla compagna Diletta l’argento vinto nella gara per i 10 chilometri disputata nel litorale di Copacabana alle Olimpiadi di Rio.

“È la donna della mia vita” ha detto Marjorie Enya, compagna della rugbista brasiliana Isadora Cerullo quando, alla fine della finale, ha chiesto pubblicamente alla sua compagna di sposarla per “dimostrare a tutti che l’amore ha sempre la meglio”.

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha detto: “Tutti appartengono a Paesi dove l’omosessualità è una condizione riconosciuta e rispettata. Ci sono invece Nazioni in cui purtroppo è ancora un crimine e manifestarlo pubblicamente significa rischiare anni di detenzione o addirittura la morte. In Italia, con l’approvazione della legge sulle unioni civili abbiamo finalmente superato una discriminazione che durava da troppo tempo, avvicinando la nostra legislazione a quella dei paesi più evoluti e nel rispetto dei cambiamenti della nostra società”.

“Con l’argento di Rachele Bruni nel nuoto di fondo‬ la Toscana è al tredicesimo posto assoluto del medagliere, davanti a nazioni come Spagna, Polonia, Belgio, Svezia e con lo stesso numero di ori di Brasile, Canada e Cuba. Sono felice del grande contributo che lo sport toscano sta portando alla squadra italiana. Bravi tutti ragazzi!” ha detto l’assessora allo Sport della Regione Toscana, Stefania Saccardi.

Nel 2015 è diventata la prima fondista italiana a vincere la Coppa del Mondo sulla distanza olimpica dei 10 km. Per prepararsi al meglio per Rio ha vissuto un anno di sacrifici, anche se, come sottolinea lei stessa, soltanto nuotando “sorride alla fatica”. Un sorriso che serve a cancellare anche le lacrime versate dopo il quarto posto ai Mondiali di Kazan 2015 e la medaglia sfumata. Le virate della piscina le hanno sempre creato problemi, nel suo DNA c’è infatti il nuoto senza muri. La 25enne toscana è volata in Brasile per la sua prima Olimpiade e per superare qualsiasi barriera.

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